Gli hacker restituiscono "solo" 3.400 Bitcoin. Liquid Network dovrà coprire un ammanco per più di 40 milioni
Tutto è bene quel che finisce bene, ma chi coprirà le perdite? Liquid Network tornerà a funzionare?
18:40 • Aggiornato 07/09/2026
Scritto da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
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Giornalista finanziario
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Sono stati appena restituiti 3.400 Bitcoin legati all’hack di Liquid, su quasi 4.000 totali che erano stati sottratti. Dopo un lungo batti e ribatti, in larga parte occultato, Blockstream è riuscita a recuperare circa l’85% della somma. I white hat, gli hacker che si erano autodefiniti benevoli, tengono per loro poco più di 598 Bitcoin, per un controvalore ai prezzi attuali di poco più di 40 milioni di euro. Investi su Bitcoin?
Non è chiaro per il momento, dato che mancano conferme ufficiali da parte di Blockstream, se ci sia stato a corredo un accordo che terrà gli hacker fuori da potenziali guai legali. La notizia dell’hack aveva rapidamente fatto il giro del mondo, aveva innescato le solite polemiche sui social e rianimato certe vecchie faide e aveva costretto Liquid Network a bloccare la sua sidechain. Nel momento in cui scriviamo Liquid Network non ha ancora ripreso la normale operatività.
Cos’è successo e cosa verosimilmente accadrà
Liquid Network è stato colpito da un attacco hacker che è riuscito a sottrarre poco meno di 4.000 BTC78.939 $▼ -0,98% dal bridge, il ponte che custodiva i Bitcoin che facevano da riserva per gli LBTC sul network. L’attacco era stato poi accompagnato da un messaggio onchain degli attaccanti, che invitava Blockstream a mettersi in contatto con gli hacker per la restituzione di una gran parte di quanto sottratto.
La restituzione è avvenuta ed è stata registrata dal network di Bitcoin al blocco 965.950, quando in Italia erano le 18:09. Non è chiaro ora quali saranno le conseguenze per il network, che dovrà comunque fare fronte ad ammanchi superiori ai 40 milioni di euro. Per il momento tutto tace dagli account ufficiali di Liquid Network e non sono stati diffusi neanche i dettagli di un eventuale accordo.
Gli hacker avevano comunicato direttamente onchain che non avrebbero restituito la somma fino a quando Liquid Network non si sarebbe occupata di patchare i nodi e rimettere il network in sicurezza.
Un colpo milionario
Con ogni probabilità, anche se serviranno delle conferme, gli hacker avranno negoziato una sorta di salvacondotto, una rinuncia a qualunque tipo di azione legale da parte delle vittime, che in questo caso sono rappresentate dal network stesso.
Non è chiaro – ci perdonerete per questo – neanche come verrà appunto coperto l’ammanco. Sarà Blockstream, nel caso, a mettere denaro di tasca propria per permettere al network di sopravvivere? O verrà chiesto ai detentori di LBTC di sopportare un haircut, ovvero un taglio delle proprie detenzioni effettive del 15%?
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