I segni di cedimento visti ieri sul mercato crypto si stanno intensificando. Al momento di questa stesura, Bitcoin è in calo del -1,33% ed Ethereum del -1,50%. Al contempo va registrata anche una fase di contrazione degli indici americani, con cali rilevanti a cavallo dell’apertura di Wall Street. Il future Nasdaq segna un -1,32%, mentre Dow Jones e S&P 500 viaggiano attorno al -1%. A livello macro, il nervosismo è legato in particolare alla crescita del petrolio.
Bitcoin ed Ethereum, la pressione venditrice accelera sui future perpetual
Sui future perpetual di Bitcoin la Matrix Trend segnala un netto peggioramento del quadro nel giro di poche ore. Il setup daily ha ormai perso il bias rialzista costruito nei giorni scorsi, mentre il timeframe a 15 minuti è entrato in regime di scarico esteso con forza elevata. Il flusso dell’order book conferma pienamente la direzione ribassista, con il Footprint sceso a -42,35 e il CVD (delta volume) giornaliero in territorio nettamente negativo.

Ethereum resiste, ma la struttura è sotto pressione
Su Ethereum il quadro regge leggermente meglio, perché il daily mantiene ancora il trend rialzista (BULL) seppur con forza debole e margini ormai molto ridotti. Anche qui però il timeframe rapido è scivolato in territorio ribassista e il book vende con decisione. L’Open Interest resta in aumento, ma con il flusso venditore si tratta probabilmente di nuove posizioni short piuttosto che acquisti.
Il rialzo costruito martedì è quindi completamente rientrato in appena due sedute. Il regime di scarico esteso su Bitcoin suggerisce però un movimento ribassista che sta maturando. Potrebbe esserci un esaurimento se le metriche del book tornassero a salire, al contempo un loro peggioramento porterebbe a un’accelerazione. Lo scenario da monitorare resta la tenuta del daily di Ethereum se cede la soglia rialzista, la correzione si estenderebbe con decisione a entrambi gli asset.
Il petrolio riporta tensioni sul mercato crypto
Il rialzo del petrolio è il vero fattore di pressione della settimana. Il future sul WTI è salito a quota 90,92 dollari, in progresso di +11,18% sul grafico weekly. Il Brent segue con la stessa intensità e quota 99,33 dollari, con un avanzamento di +12,75%. Due candele weekly di questa ampiezza cambiano il quadro delle attese di inflazione.

Un’energia più cara riduce lo spazio di manovra della Fed. Il mercato crypto sconta per primo una probabilità più bassa di allentamento monetario. I segnali di incertezza delle Banche Centrali si sono già visti oggi con la conferenza della Lagarde, che ha lasciato le porte aperte a un rialzo a settembre.
La volatilità compressa rende il mercato più fragile
Sul Bitcoin operano da mesi fondi che detengono l’asset e vendono opzioni call sulla stessa posizione, i cosiddetti ETF covered-call. Vendere opzioni significa vendere volatilità, e questi fondi lo fanno per mandato e non per view direzionale, comprimendo così la volatilità implicita.

La volatilità implicita a 30 giorni del Bitcoin si misura attraverso l’indicatore BVIV, calcolato da Volmex sulle quotazioni delle opzioni. Il dato non descrive i movimenti già avvenuti, ma quelli che il mercato delle opzioni si aspetta nelle prossime settimane. Il grafico daily mostra un picco sopra 88 a inizio febbraio, seguito da una discesa ordinata verso l’area 36-40 dei mesi estivi. Il livello attuale di 41,08 è in crescita e segnala attese di movimento, dopo un mercato che ha prezzato calma mentre le tensioni sul petrolio si sono riaccese e con la Fed alle porte la prossima settimana.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

