Wallet Bitcoin e cash nei caveau dei criminali irlandesi: parla la polizia, che evidenzia un nuovo trend
Una nuova moda per i criminali irlandesi, che ora oltre a gioielli e contanti occultano nei caveau privati anche...
15:40 • Pubblicato 07/09/2026
Scritto da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
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Giornalista finanziario
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Bitcoin piace alle mafie? Lo sostengono in molti. Non ultima la polizia irlandese, che parla di un boom di affitti di caveau privati che il crimine organizzato locale starebbe utilizzando per proteggere le proprie chiavi private. Gli stessi caveau sarebbero utilizzati per custodire anche altri preziosi, tra i quali contanti, gioielli, passaporti e documenti falsi. Una pratica che secondo una recente indagine del Criminal Assets Bureau dell’Irlanda sarebbe sempre più comune.
Il tutto sarebbe inoltre emerso durante le fasi preparative per l’implementazione delle nuove norme anti-riciclaggio dell’Unione Europea. E c’è una dichiarazione molto interessante di Michael Gubbins, che è capo del Bureau di cui sopra, che riguarda la stessa natura di alcuni crypto asset.
Diversificare i rischi di sequestro, anche se…
Per Gubbins l’aumento di attenzioni per il mondo di BTC79.376 $▼ -0,57% e delle criptovalute sarebbe da ricondurre a una maggiore attenzione, da parte delle organizzazioni criminali, per la diversificazione. Non in termini di mercato, si intende, ma piuttosto in termini di possibilità di resistere a certi pericoli di sequestro. In aggiunta, dice Gubbins, i criminali percepirebbero le criptovalute come maggiormente anonime.
Il contante rimane, tuttavia, il preferito, in accompagnamento – per i trasferimenti – alla rete informale di hawala, in particolare verso l’estero. Una rete informale che esiste in quasi tutto il mondo e che permette di spostare – dietro commissioni corpose – cifre importanti senza che il denaro debba mai fisicamente lasciare il Paese di provenienza.
Europol e la possibilità di crackare wallet Bitcoin
Non è la prima volta che la polizia irlandese si trova a gestire casi di sequestro legati al mondo Bitcoin. La stessa polizia infatti è entrata in possesso di 12 wallet, di cui 3 almeno secondo quanto riportato dalle stesse autorità che sarebbero stati sbloccati. Si sarebbe fatto ricorso a competenze tecniche avanzate di Europol, senza che queste siano state però mai né dimostrate né spiegate.
Certo è che se le chiavi, come racconta Gubbins, vengono custodite in caveau insieme agli altri beni – quelli sì facilmente sequestrabili – dell’insequestrabilità di Bitcoin e crypto finisce per rimanere davvero poco.
Quello che secondo i detrattori avrebbe dovuto essere un caso di utilizzo principale per Bitcoin e crypto rimane dunque, anche alle latitudini irlandesi, un utilizzo relativamente contenuto rispetto ad altri strumenti di trasferimento e conservazione del valore. Cash is king, si dice in un altro senso sui mercati. La cosa è più che mai vera anche per i trafficanti e i criminali, che da 15 anni di Bitcoin non sembrerebbero aver guadagnato granché, almeno in termini di libertà operativa.
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