Petrolio sopra 100$: crypto e Wall Street sotto pressione. Cosa anticipano i numeri della giornata
Petrolio oltre 100$, Wall Street e crypto frenano. Tensioni a Hormuz riaccendono inflazione, rendimenti obbligazionari e timori sui tassi Fed
08:19 • Aggiornato 10/09/2026
Scritto da Alex Lavarello
Senior Technical Analyst & Trader
Senior Technical Analyst & Trader
Giornalista finanziario
Il team incaricato esclusivamente ad eseguire il fact checking dei contenuti pubblicati su Criptovaluta.it®. Il nostro fact check - ben spiegato nella pagina /fact-checking - è impiegato in tutti i contenuti di notizie su Bitcoin, blockchain e mercato delle crypto, su analisi, guide ed approfondimenti di questa testata. Il pool di professionisti è guidato dal direttore Alessio Ippolito, composto da professionisti operanti nella nostra sede principale in Via Pola 11, 20124 a Milano. Criptovaluta.it® è una testata giornalistica online iscritta al Tribunale di Milano (iscrizione N° 12776/2022 del 10/10/2022 – Num. Reg. Stampa 143 e iscrizione ROC n° 38686 del 27/10/2022) specializzata su Bitcoin, Crypto, NFT, Metaverse, Play to Earn e Blockchain.
Learn more about Fact checking
Revisionato da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
Caporedattore e Content Strategy
Gli articoli di Criptovaluta.it® sono scritti e verificati da giornalisti e analisti specializzati, sotto la direzione di Alessio Ippolito — giornalista iscritto all’ODG* del Lazio, imprenditore digitale dal 2008 e Popular Investor Champion su eToro. Ogni articolo segue il nostro processo editoriale verificato.
La tensione torna a salire sui mercati azionari mondiali, spinta dall’intensificarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran attorno allo stretto di Hormuz. Il prezzo del Brent supera i 100$ al barile e riporta in primo piano il rischio di uno shock energetico. Wall Street tiene ancora, ma i suoi indici sono ormai scivolati in territorio negativo da inizio settembre. Medesima situazione per le crypto con cali contenuti ma quasi tutte in negativo su base settimanale.
Petrolio e stretto di Hormuz preoccupano crypto e Wall Street
Lo scontro militare tra Stati Uniti e Iran è proseguito anche nelle ultime ore attorno allo Stretto di Hormuz. Le forze americane hanno colpito cinque petroliere iraniane, dopo aver denunciato nuovi attacchi contro le proprie navi da guerra. Teheran ha risposto con un lancio di missili balistici contro la base di Al-Azraq, in Giordania.
Il petrolio oltre i 100$ alimenta i timori sull’inflazione

Il prezzo del Brent ha superato la soglia dei 100$ al barile, ai massimi da metà maggio e attualmente quota 101$. Il rialzo pesa soprattutto sull’orizzonte breve, con un guadagno di circa +5% su base settimanale e oltre +11% a settembre. Il WTI oggi quota 96,15$ con rialzo weekly del 5,10% e mensile del +11,40%. Un petrolio così caro rischia di riaccendere l’inflazione proprio mentre le banche centrali cercano di riportarla sotto controllo. Il legame è diretto, perché il petrolio più caro si trasferisce sui prezzi al consumo e complica il percorso dei tassi.
Wall Street resiste, ma Apple e i grandi indici chiudono in rosso
Nonostante lo scenario, Wall Street continua a sorprendere e limita le perdite. Nell’ultima seduta il Dow Jones è stato il peggiore con un -0,77%, seguito dall’S&P 500 a -0,48% e dal Nasdaq a -0,30%. L’intero listino americano ha comunque perso terreno rispetto ai valori di agosto. La giornata di ieri è stata soprattutto quella di Apple, che ha presentato il suo nuovo modello di iPhone. Il titolo ha reagito con freddezza e ha chiuso a -1,45%, appesantito dai dubbi sui margini. Tra gli altri tecnologici, Meta (+6,5%) e Intel hanno invece corso in netto rialzo.

Sul fronte europeo la debolezza è apparsa ancora più marcata rispetto a quella americana. Il future dell’Euro Stoxx è sceso del -1,74% mentre quello del DAX del -1,63%.
I rendimenti dei titoli di Stato e i dati macro
La fiammata del petrolio e i timori sull’inflazione stanno spingendo verso l’alto i rendimenti obbligazionari. Il titolo di Stato americano a dieci anni rende ora il 4,843%, sui massimi del periodo.

Sale anche il trentennale, che è arrivato al 5,296% e conferma la pressione sull’intera curva. Rendimenti così elevati rendono le obbligazioni più attraenti e sottraggono ossigeno alle Borse.
L’attenzione degli investitori si sposta ora sui prossimi dati macroeconomici. Già oggi sono attesi i prezzi alla produzione (PPI) e le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (Initial Jobless Claims). Il vero appuntamento è però in programma domani, con l’inflazione (CPI) di agosto che influenzerà le scelte della Federal Reserve sui tassi.
Bitcoin ed Ethereum restano dentro la congestione

Il mercato crypto subisce la situazione di tensione e attraversa una settimana di ribassi che colpisce in generale tutti i token, molti dei quali stanno tornando in negativo a settembre. È il caso di Bitcoin, sceso a -0,25% sul mese, che continua la sua fase di lateralità. Attualmente BTC77.950 $▼ -1,60% quota 78.394 USDT e, come si può osservare dal grafico, è rientrato all’interno di quell’area di congestione che lo sta caratterizzando ormai dal 22 agosto.
Situazione simile per Ethereum, che sta passando ancora più tempo all’interno dell’area di congestione. Attualmente quota 2.475 USDT e da inizio mese resta marginalmente in positivo con un +0,35%. Per entrambi è da osservare come le bande di Bollinger si stiano stringendo attorno al prezzo e come l’indicatore RSI resti inclinato al ribasso.
Expertise
- Analista tecnico e trader professionista
- Analisi sui mercati crypto e finanziari
- Indicatori proprietari e strategie sistematiche su TradingView