Gli ETF su Bitcoin e Ethereum quotati negli Stati Uniti chiuderanno un’altra settimana in positivo, nonostante le contrattazioni di venerdì abbiano visto capitali in uscita per 240,1 milioni di dollari dagli ETF Bitcoin e per 70,6 milioni di dollari invece da quelli su Ethereum. Il dato più interessante è infatti un altro: come riporta The Block utilizzando i dati di SoSoValue, è stata la settimana, per questi prodotti, con i volumi più bassi da ottobre 2024.
Volumi bassi e prezzi statici che confermano un trend che dura ormai da qualche tempo: noia sui mercati, scarsa attrattiva di Bitcoin e Ethereum, molto probabilmente anche perché i grandi movimenti e la grande volatilità stanno dominando mercati tradizionali, a partire da quello azionario.
I numeri della settimana
Per quanto su numeri assai modesti, gli ETF su Bitcoin chiuderanno la settimana in positivo. +33,8 milioni di dollari in termini di afflussi, nonostante si siano persi capitali per 225 e 240 milioni di dollari nelle giornate di giovedì e venerdì.
Sul fronte Ethereum il risultato è migliore, sia in termini assoluti che in termini relativi. Ultima giornata di trattative sì negativa (-70,6 milioni di dollari), ma dopo una quattro giorni di inflow superiori a quelli di Bitcoin. Nel complesso, la settimana si chiuderà con un segno più per 103,9 milioni.
A colpire però, come ci siamo detti in apertura, a “preoccupare” sono i volumi. Nella settimana che si è chiusa – per le contrattazioni su questi prodotti – venerdì 24 luglio, solo il 21 luglio si sono registrati volumi superiori ai 2 miliardi di dollari. Il 22 luglio ne abbiamo avuti per soli 1,1 miliardi, mentre ieri si è chiuso con un numero comunque piuttosto basso – 1,5 miliardi di dollari.
È un segnale di crisi? Non necessariamente. È chiaro che i volumi sono in forte ritirata da tempo, seppur con un trend altalenante. È altrettanto chiaro che non se ne vedevano di così bassi da ottobre 2024, ovvero dal mese antecedente l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca per la seconda volta. Un’elezione che innescò una corsa importante per gli asset digitali e che poi però ha preso tutta un’altra piega.

Si gioca d’attesa per il Clarity Act?
Potrebbe essere una spiegazione. La settimana in corso è quella che ha visto il sogno di vedere il Clarity Act approvato prima del recess di agosto. E per quanto manchi ancora la certezza matematica – sembra ormai impossibile vedere il testo approvato prima delle midterm.
Le dichiarazioni del capo della maggioranza John Thune hanno scritto la parola fine sulle speranze di molti, mentre insider come Galaxy parlano ormai di una possibilità di vedere il testo approvato entro fine anno al 30%.
La buona notizia, in questo senso, è che i mercati hanno prezzato già il no al Clarity Act – e che qualunque sorpresa in questo senso potrebbe giocare a favore dei mercati. Intanto però i volumi… languono.
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