Borse correranno ancora grazie a intelligenza artificiale: parla l'esperto, che però indica un enorme problema
Non tutti credono ai titoli ribassisti dei grandi giornali. L'AI, per questo esperto, continuerà a spingere le azioni del comparto.
12:28 • Aggiornato 08/09/2026
Scritto da Gianluca Grossi
Caporedattore e Content Strategy
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Giornalista finanziario
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Secondo Willem Sels di HSBC, le azioni americane non sarebbero care e sopravvalutate come si legge in giro. Lo specialista ha esternato le sue convinzioni sulle pagine di Bloomberg, sviluppando una tesi rialzista grazie a un supposto boom del settore dell’intelligenza artificiale che – secondo Sels – non sarebbe stato ancora prezzato dal mercato.
Il settore che sarebbe più interessante? Quello dei produttori di chip, che secondo lo specialista starebbe soffrendo un clima di sfiducia generale da parte degli investitori per una presunta – e per ora solo presunta – insostenibilità del tasso di crescita dei ricavi. Nel complesso – come vedremo più avanti – Sels rimane fortemente bullish comunque su tutto il comparto azionario.
Le attività sono più resilienti di quanto si legge sui giornali
I titoli catastrofisti? Qualcosa che gli investitori dovrebbero ignorare. Secondo Willem Sels infatti il comparto azionario e le società che lo compongono si sarebbero dimostrate più resilienti di quanto era ragionevole aspettarsi. Tanto i governi quanto il settore privato starebbero infatti agendo nei momenti di shock piuttosto che subirli, un segno per Sels di un settore in salute.
La chiave sarà comunque l’intelligenza artificiale – con una differenza che si allargherà in termini di ricavi e di profitti tra quelle aziende che la stanno già utilizzando con profitto e quelle che invece stanno ignorando il trend.
Ci saranno comunque da guardare, per capire la direzione dei mercati, i prossimi dati su profitti e margini – che potrebbero riservare, almeno nella visione di Sels, delle sorprese in positivo. Sorprese che potrebbero cambiare in modo radicale anche certe narrative di mercato.
C’è però un possibile intoppo
C’è un solo possibile intoppo – o meglio, uno soltanto che potrebbe rallentare le magnifiche sorti e progressive del mondo azionario, in particolare se legato al mondo dei chip di cui sono affamate le intelligenze artificiali. Il problema principale sarà l’andamento dei rendimenti dei bond.
La soglia del 5% sui bond decennali USA, se superata, potrebbe portare volatilità sui mercati, in particolare in assenza di seri programmi per riportare certi numeri in basso. Una visione che in realtà è condivisa da molti, con il mercato dei bond che rimane quello maggiormente osservato da parte degli investitori.
C’è poi un’altra incognita, che aggiungiamo noi e per la quale scomoderemo Warren Buffett, che a suo tempo ebbe a paragonare i tassi di interesse con la forza di gravità. Lo stesso effetto di questa forza su una mela lo hanno i tassi sui prezzi degli asset. Ovvero più alti sono i tassi, più in basso potrebbero cadere i prezzi di certi titoli.
La questione, almeno sul breve periodo, sarà però risolta già a metà settembre. Mercoledì 16 conosceremo la decisione di Federal Reserve in relazione ai tassi di interesse di riferimento negli USA, in quello che si preannuncia come l’incontro più incerto di sempre per il FOMC.
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