Miner in fuga da Bitcoin: il trend è chiaro, secondo CoinShares. Regolamentazione e AI rendono il futuro cupo
Il mining Bitcoin è sempre meno conveniente, con i miner che si spostano verso AI per ricavi più sostanziosi.
Aggiornato 16/09/2026
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C’è un problema nel mondo del mining. È un problema che in realtà cova da tempo e che difficilmente sarà risolto da un aumento dei prezzi di Bitcoin. Sul nostro giornale ne parliamo da tempo e la questione è stata rinforzata anche da un recente report di CoinShares, che afferma che il trend negativo è in corso e che l’AI continuerà a sottrarre la risorsa principale per il mining Bitcoin anche in futuro.
Da qualche tempo le società di mining quotate stanno stringendo accordi con gli hyperscaler e più in generale con le società che si occupano di intelligenza artificiale, ottenendo dei ricavi prestabiliti, importanti e di fatto superiori a quelli che BTC75.480 $▼ -1,77% è in grado di garantire. Di più: secondo CoinShares ci sarebbero circa 35EH/s che dal mondo del mining finiranno in quello dell’AI, almeno da parte delle società quotate di settore.
La regolamentazione renderà l’energia un bene più scarso
C’è un’altra questione, della quale si parla molto poco e che invece sarà cruciale per capire le evoluzioni di questo mercato, così come spiegato nel report per il secondo trimestre 2026 del mining di CoinShares.
È in arrivo una regolamentazione importante per il settore dei data center: ci sono state già 225 moratorie a livello locale che coinvolgono più di 30 stati degli USA e che renderanno sempre più difficile lo sviluppo e la costruzione di nuovi data center.

La conseguenza immediata sul settore è la seguente: chi è già in possesso di siti in grado di offrire energia e dunque potenza di calcolo avrà per le mani un bene sempre più scarso, che il prezzo di Bitcoin che i miner ottengono dal mining potrebbe non essere in grado di giustificare.
I miner stanno addirittura pagando per uscire dal mining Bitcoin
Ci sono poi altri movimenti curiosi da parte di società quotate che sono storicamente vicine al mondo del mining. Core Scientific ha accettato di pagare una penale superiore ai 40 milioni di dollari per cancellare la messa in produzione di circa 15EH/s (sempre secondo quanto riporta CoinShares) e altre potrebbero seguire lo stesso percorso. La questione riguarda l’acquisto di chip a 3 nm prodotti da Block, segnale questo ulteriore di un disimpegno, graduale, dal mercato del mining.
Il modello che voleva un hashrate a difesa di Bitcoin sempre in crescita è già da rivedere, senza che questo però – aggiungiamo noi – sia necessariamente un problema. Il network di BTC avrà l’hashrate che sarà in grado di pagarsi tramite il sistema dell’emissione di nuovi Bitcoin. Se si dovrà rallentare, sarà ancora una volta l’incentivo economico a indirizzare certe scelte.
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