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Bitcoin Implied Volatility

C’è un’anomalia sulla volatilità di Bitcoin, proprio mentre entra nei mesi più difficili

La volatilità implicita di Bitcoin resta ai minimi, mentre quella reale mostra un mercato molto più turbolento nelle ultime settimane.
Bitcoin Implied Volatility

Bitcoin sta attraversando una fase particolare, con la volatilità attesa dal mercato sui valori più bassi da inizio anno. Il contrasto con quanto accaduto sul prezzo, che nel 2026 segna un -27%, appare netto anche alla luce del rialzo di luglio. Il mercato delle opzioni sembra aspettarsi molto meno movimento di quello che Bitcoin ha effettivamente registrato nelle ultime settimane.

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La volatilità implicita di Bitcoin è nella parte bassa

La volatilità implicita a 30 giorni si misura attraverso il Bitcoin Implied Volatility Index, l’indice calcolato da Volmex sui prezzi delle opzioni. Il valore attuale si aggira intorno a quota 39,57, un livello che appartiene alla parte bassa dei valori visti da inizio 2026 come si osserva dal grafico allegato.

Bitcoin Implied Volatility Index - daily 26 luglio 2026
Bitcoin Implied Volatility Index – daily 26 luglio 2026

Un numero basso indica che gli operatori pagano poco per proteggersi dai movimenti del mese successivo. In pratica il mercato prevede una fase relativamente tranquilla per le prossime quattro settimane di contrattazioni. Questa previsione riguarda soltanto l’ampiezza attesa dei movimenti futuri, e non la loro direzione.

Lo storico dell’indice dal 2022 a oggi

Il grafico weekly seguente mostra il Bitcoin Implied Volatility Index da fine 2022, cioè da quando l’indice esiste. Il massimo assoluto supera area 96 a novembre 2022, con un secondo picco oltre 82 a marzo 2024. Il supporto invece resta stabile intorno a quota 36-37 e viene testato più volte in tre anni. Il valore di oggi si colloca appena sopra questo pavimento, quindi molto vicino ai minimi del periodo osservato.

Bitcoin Implied Volatility Index
Bitcoin Implied Volatility Index – grafico weekly

Il divario con la volatilità realizzata

Passando nuovamente alla view giornaliera, la parte inferiore del grafico mostra un secondo indicatore, la volatilità realizzata a 30 giorni. Questa misura calcola quanto Bitcoin si è mosso davvero nell’ultimo mese, mentre l’indice implicito stima il movimento futuro.

Bitcoin Implied Volatility Index - daily 26 luglio 2026
Bitcoin Implied Volatility Index – daily 26 luglio 2026

La linea rossa, della volatilità realizzata, oggi viaggia intorno a quota 69, quindi molto più in alto della linea implicita blu nella parte superiore. Lo scarto tra le due misure sfiora i 30 punti, un divario davvero ampio e piuttosto insolito. Il mercato sta prezzando circa la metà del movimento che il prezzo ha realizzato nelle ultime settimane.

Perché la volatilità resta comunque bassa

La differenza tra i due dati rappresenta il cuore di questa analisi. Un mercato che scende con calma tende a produrre poca volatilità, mentre un crollo violento la fa esplodere. Il ribasso di Bitcoin del primo semestre 2026 appartiene alla prima categoria descritta. Nessuno shock sistemico del settore crypto ha accompagnato la discesa del prezzo, a differenza del passato. Questo spiega perché la volatilità sia rimasta contenuta nonostante un semestre pesante per le quotazioni.

La storia recente della volatilità realizzata

Il grafico daily ci mostra anche la storia recente della volatilità effettivamente realizzata dal prezzo di Bitcoin. La linea rossa esplode sopra area 200 tra febbraio e marzo, durante il forte calo di inizio anno. Questo è stato l’unico picco rilevante dell’anno. Poi crolla di netto e resta compressa fino a giugno, quando riparte con decisione verso quota 120 per poi calare. Il ribasso di Bitcoin è quindi avvenuto con movimenti reali anche ampi e non in un mercato addormentato.

Il contesto stagionale aggiunge un ultimo elemento a questo quadro già di per sé molto particolare. Luglio sta per chiudersi e Bitcoin entra nel periodo storicamente più debole del suo intero calendario. Agosto e settembre restano gli unici due mesi con rendimento medio negativo, rispettivamente -0,64% e -4,86%.

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