Ieri i mercati sono stati scossi dalla buona notizia della ripresa delle trattative diplomatiche tra Stati Uniti e Iran. La distensione ha fatto scendere il petrolio e ha spinto un rimbalzo diffuso sulle crypto, guidato da Bitcoin ed Ethereum, che ha segnato un +4,26%. Oggi il clima positivo prosegue anche sui future azionari americani, che aprono la settimana in rialzo così come gli europei.
Si fermano i raid USA-Iran e si riaprono i negoziati
La svolta arriva dal fronte militare, dove gli Stati Uniti hanno sospeso i raid aerei dopo tredici notti consecutive di bombardamenti. Venerdì Trump ha spiegato di poter smontare l’Iran «pezzo per pezzo», oppure di trattare, aggiungendo che sta già negoziando. Il presidente ha detto di non credere che Teheran sia «ancora pronta», pur giudicandola «sempre più seria» col passare dei giorni. Sul tavolo ora ci sono i colloqui mediati dall’Oman per riaprire lo Stretto di Hormuz.
Il greggio molla la presa e riporta il Brent verso gli 88 dollari

Reazione netta del prezzo del petrolio, che ha ridimensionato di colpo il premio al rischio con un calo. Il greggio WTI è sceso verso 85 dollari, cedendo quasi il 5%. Stesso movimento per il Brent, che ha ripiegato in area 88 dollari con un -4,23%. Il petrolio paga il rischio sulle scadenze brevi mentre sconta un calo nel 2027.
Ethereum guida il comparto e Bitcoin recupera i 65.000 USDT
Bitcoin ieri ha chiuso la seduta a +1,62% e attualmente quota 65.380 USDT. Osservando il grafico daily si nota come nei giorni scorsi il prezzo abbia testato il supporto principale di breve termine in area 64.050 USDT. Il livello ha ceduto anche al ribasso, però la candela è poi tornata a chiudere sopra quel supporto. Adesso il prezzo si trova a contatto con la resistenza di breve dei 65.400 USDT, dove serve una chiusura sopra. Solo a quel punto Bitcoin potrà puntare ai massimi della settimana scorsa.

Ethereum attualmente quota 1.950 USDT e ieri ha dimostrato maggior forza rispetto a tutto il comparto. Il rialzo della seduta vale +4,26% e adesso l’obiettivo resta il breakout della resistenza principale in area 1.980/2.000 USDT.
Wall Street riparte con i future in verde
Il clima positivo si legge anche sulle aperture notturne sui future statunitensi, con il Nasdaq in rialzo dell’1,2% e il future S&P 500 avanti dello 0,7%. Guadagna terreno anche il future Dow Jones con un +0,65%. Da inizio 2026 l’indice USA migliore resta il Russell 2000 vicino al +19%.

Il clima positivo si allarga all’Europa, dove il future DAX e l’Euro Stoxx aprono la seduta in territorio positivo. In Asia il quadro è più contrastato: sale il future Nikkei, ma il Kospi resta sotto pressione, schiacciato dalla profonda crisi del settore dei chip.
Trimestrali di Microsoft e Apple e riunione Fed
L’attenzione questa settimana si sposta sul calendario macroeconomico, che in pochi giorni concentra le trimestrali di alcune Big Tech e la decisione della Fed. Mercoledì 29 luglio tocca a Microsoft e Meta, mentre il giorno successivo saranno Apple e Amazon a pubblicare i conti.
Sempre mercoledì la Fed, guidata da Kevin Warsh, annuncerà le decisioni sui tassi, in un contesto in cui il mercato prezza addirittura una probabilità di rialzo vicina al 53%. A irrigidire il tono è lo shock energetico, che ha riacceso le tensioni inflazionistiche e sospinto nuovamente verso l’alto i rendimenti dei Treasury. Il quadro sarà completato giovedì dai dati su PCE e PIL, decisivi per orientare le prossime mosse sui tassi.
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