Kraken sgancia la bomba: rendimenti in-app fino al 2% su S&P 500, Nasdaq 100 e Nvidia: ecco come partecipare
Kraken sta rivoluzionando il mondo degli investimenti TradFi con xStocks Vaults. Qui una spiegazione semplice di come funziona il prodotto.
16:27 • Pubblicato 15/09/2026
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L’exchange di criptovalute Kraken ha appena lanciato un nuovo prodotto che consente ai propri utenti registrati di ottenere interessanti rendite passive su asset TradFi che normalmente non generano alcun rendimento, o, come dicono i più bravi, su “asset non produttivi”. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con xStocks, che fornisce i propri asset tokenizzati all’exchange, e con tanti altri protocolli del mondo DeFi.
Il prodotto si chiama “xStocks Vaults” e – almeno per il momento – si limita a strategie basate su SPYx, QQQx e NVDAx, ovvero le versioni tokenizzate che replicano rispettivamente l’esposizione a S&P 500, Nasdaq-100 e Nvidia. Non è escluso tuttavia che Kraken estenda la sezione anche ad altri indici e azioni in futuro, mano a mano che il mercato RWA aumenta di dimensione.
Kraken lancia xStocks Vaults: rendimenti su asset tokenizzati
Solo un mese fa Kraken aveva portato 7.000 azioni USA in Europa con xStocks, aumentando il listino titoli disponibili per gli utenti dell’Area Economica Europea, Italia inclusa. Ieri lo storico crypto exchange – che serve il settore dal 2013 – ha introdotto i cosiddetti Vaults per alcuni asset eleggibili di xStocks, compiendo un ulteriore passo verso l’integrazione tra DeFi e finanza tradizionale.
Come funziona questo prodotto? Gli utenti che detengono SPYx, QQQx o NVDAx possono depositare questi asset all’interno di un Vault e ottenere un rendimento passivo fino al 2%, continuando ovviamente a mantenere l’esposizione al prezzo del titolo sottostante.
Il vantaggio rispetto al mondo TradFi è che l’ETF SPY di State Street, il Nasdaq 100 e Nvidia solitamente non offrono interessi ai possessori, mentre in questo caso su Kraken diventano a tutti gli effetti degli asset produttivi grazie all’implementazione di alcune strategie DeFi. In realtà, se vogliamo essere precisi, tutti e tre pagano dividendi agli azionisti, ma parliamo di percentuali di gran lunga inferiori in confronto a quelle erogate da Kraken.
Da dove arriva il rendimento?
Questa è la domanda chiave che tutti gli investitori dovrebbero farsi ogni qualvolta si presenta l’opportunità di ottenere yield su asset che in genere non offrono ricompense.
Per gli xStocks di Kraken il meccanismo è il seguente: gli asset degli utenti vengono wrappati e successivamente depositati in un vault on-chain gestito da Veda. Da qui le stesse monete vengono utilizzate come collaterale presso protocolli DeFi come Kamino per prendere in prestito stablecoin, che vengono a loro volta impiegate in strategie in grado di generare rendimento.
I proventi ottenuti vengono periodicamente convertiti nell’xStock depositato e reinvestiti automaticamente nel Vault, incrementando l’effetto compounding. Dietro a questa struttura complessa, ci sono diversi operatori che lavorano per far funzionare il tutto: Veda fornisce l’infrastruttura on-chain dei Vault, Sentora si occupa di definire la strategia e la gestione del rischio, mentre Chainlink fornisce interoperabilità tra Solana e altre chain.

È importante sottolineare che i rendimenti offerti da Kraken non sono fissi, cosa che sarebbe impossibile da garantire partendo da un mercato così dinamico come quello del lending e borrowing in DeFi. I vault definiscono un interesse stimato che va dall’1,8% al 2%, che potrebbe tuttavia variare in base alle condizioni di mercato.
Ad ogni modo, il target dello yield risulta abbastanza semplice da raggiungere, senza tra l’altro dover intraprendere strategie rischiose che comporterebbero rischi non indifferenti. Inoltre, i tre asset tokenizzati in questione sono tipicamente meno volatili rispetto alle criptovalute, caratteristica che rende il loro impiego come garanzia un’operazione relativamente più safe.
Kraken vuole diventare un “universal exchange”
Ormai Kraken non è più un semplice exchange di criptovalute, ma sta evolvendo e maturando verso una concezione di infrastruttura finanziaria completa, che comprende una serie di servizi e prodotti capaci di spaziare dal trading alla custodia, passando per gli asset tokenizzati e, ora, anche per le strategie di rendimento on-chain.
L’obiettivo ultimo della piattaforma è quello di fornire all’utente finale tutte le basi per poter costruire un portafoglio di investimenti a tutto tondo, senza limitarsi solo alle criptovalute o a pochi altri asset, e integrando anche sezioni per maturare interessi passivi. La blockchain e la finanza decentralizzata fanno tutto il resto, offrendo le migliori condizioni per portare avanti questa missione a costi contenuti e con tutti i vantaggi operativi del caso.
Inoltre, Kraken è anche una piattaforma che presta denaro ai trader per le loro operazioni: qui l’ultima guida di Francesco Galella che vi spiega come funziona Kraken Prop.
Expertise
- Analisi e recensione di protocolli decentralizzati
- Analisi dati on-chain e strategie yield DeFi
- Options flow e derivati
Bella mossa.