Ethereum ha rimbalzato con forza dal minimo locale del 26 giugno, mettendo a segno un +28% e riportando i prezzi al di sopra dei $1.900. L’outlook sembra notevolmente migliorato rispetto a solo poche settimane fa per la seconda criptovaluta del settore, che ora vede anche la presenza delle balene a tentare di sostenere il rally in corso.
Torna, seppur ancora timidamente, l’appetito per il rischio da parte dei trader delle borse crypto, complice forse anche una distensione del comparto dei semiconduttori che ha favorito una rotazione dei capitali a favore di altri settori, tra cui appunto anche quello blockchain. $ETH ha ora una chance per lasciarsi definitivamente alle spalle il brutto sell-off del primo semestre, ma in larga parte dipenderà da come si muoveranno i grandi detentori della moneta.
Ethereum: le balene sono tornate a comprare $ETH
Spicca subito all’occhio il comportamento delle balene con un bilancio maggiore di 1.000 $ETH, ossia quegli investitori che detengono un controvalore superiore a 1,9 milioni di dollari. Come mostrano i dati Glassnode, da inizio giugno il numero di indirizzi che rientrano in questa categoria è aumentato di oltre 60 unità, segnale che diversi investitori hanno accumulato durante l’ultima fase di debolezza fino a entrare nella fascia in questione.
Vi facciamo notare come il gruppo dei detentori con più di 1.000 $ETH sia quello che, con i suoi afflussi e deflussi, tende a guidare la price action di Ethereum. Negli ultimi 9 mesi, ogni volta che la variazione netta del loro saldo a 30 giorni è aumentata, la criptovaluta ha consolidato o spinto al rialzo, mentre un ritorno in territorio negativo ha spesso coinciso con correzioni e fasi di sell-off.

Nel frattempo, anche il gruppo dei cosiddetti “squali”, che vantano un portafoglio con bilancio compreso tra 100 e 1.000 $ETH, è cresciuto in modo significativo da inizio giugno. Complessivamente questa coorte ha aggiunto 500 nuovi partecipanti in meno di due mesi, accompagnando la formazione di un double bottom e la ripartenza di Ethereum sui grafici.
Anche in questo caso specifico l’atteggiamento dei grandi investitori e la loro propensione all’accumulo o alla distribuzione contribuiscono a influenzare l’azione dei prezzi della criptovaluta. Non sempre però un rallentamento della crescita di questi indirizzi è da intendersi in chiave bearish: nelle ultime settimane c’è stato un lieve calo della metrica, dovuto in larga parte alla maturazione di alcuni address che, dopo aver acquistato intensamente, sono passati alla fascia superiore con oltre 1.000 $ETH.

Le balene recuperano pesanti perdite non realizzate
Aggiungiamo un dettaglio fondamentale: non solo le balene di Ethereum sono tornate a presenziare il mercato con i loro acquisti, ma hanno anche migliorato la propria condizione di redditività. A fine giugno vi avevamo parlato di come le balene stessero soffrendo pesanti perdite, arrivando a toccare gli stessi livelli di stress registrati a giugno 2022, in pieno bear market durante lo scorso ciclo.
Ora invece, sebbene la maggior parte delle balene si trovi ancora in territorio negativo, vediamo una forte riduzione delle perdite non realizzate, cosa che offre un ottimo spunto rialzista per il mercato. In passato il passaggio di questa metrica da zone negative verso condizioni più equilibrate ha spesso anticipato un miglioramento della struttura tecnica di Ethereum, con il prezzo capace di costruire basi solide e ripartire verso l’alto.

Ad ogni modo, è ancora probabilmente troppo presto per parlare ufficialmente di un’inversione: a un livello più ampio, gli scambi che avvengono all’interno del network Ethereum continuano a mostrare un rapporto negativo tra profitti e perdite realizzate, con la metrica SOPR che è stata rigettata recentemente dal suo punto di break-even.
Non sono infatti solo le balene a muovere i fili del grafico di $ETH: anche gli investitori al dettaglio contribuiscono a spingere o meno la moneta verso un rialzo o un ribasso. La questione che al momento preoccupa di più riguarda il fatto che da inizio anno molti retail hanno preferito chiudere in perdita le proprie posizioni anziché holdare o incrementare la size.
Il prezzo medio di acquisto degli investitori di Ethereum
Secondo la heatmap del “Cost Basis” relativa alla distribuzione dell’offerta di $ETH, notiamo come il grosso delle posizioni sia stato costruito con un prezzo della criptovaluta superiore a $3.200. Infatti, così come gli investitori avevano acquistato il calo di Bitcoin durante il quarto trimestre del 2025, anche su Ethereum molti operatori si erano esposti convinti di una ripartenza.
Questo eccesso di acquisti si è scontrato con una pressione di vendita ancora più intensa, che ha poi costretto una grossa fetta del mercato a dover sostenere perdite non indifferenti per tutto il primo semestre del 2026. Ai minimi c’è stato ovviamente qualche acquisto tattico dei più lungimiranti, ma è stato di gran lunga meno rilevante rispetto alle operazioni svolte tra novembre e dicembre 2025.

Quanto ancora deve crescere $ETH per cambiare regime? Per far sì che gli operatori tornino a muoversi in condizioni accomodanti, scambiando monete in profitto e dando così più chance ai prezzi di formare un costrutto di bottom definitivo, ci sarebbe da spingere la criptovaluta almeno fino a sopra i $2.240, livello che coincide con il realized price. Storicamente un recupero di questa metrica ha spesso rappresentato un passaggio chiave verso una zona di fiducia per il mercato, segnando una transizione da bear a bull.
Lo staking di Ethereum si rafforza anche in bear market
Mentre Ethereum lotta sui grafici per recuperare terreno perso in precedenza, nello staking continua ad aumentare la quota di $ETH bloccati all’interno del protocollo. Al momento, secondo i dati di Validator Queue, siamo arrivati al 34% dell’intera offerta circolante della moneta, pari a oltre 40,8 milioni di $ETH.
Si tratta di un dato che conta poco nel breve termine, ma che su una prospettiva più ampia aiuta di molto a ridurre la pressione di vendita sul mercato, rendendo indisponibile una quota sempre crescente di token. Il merito di questo risultato è soprattutto delle società quotate come Bitmine, che oltre a spendere milioni per acquistare Ethereum (e azioni proprie), stanno anche bloccando in staking gran parte delle proprie detenzioni.
Insomma, forse è ancora troppo presto per dire che il bear market sia terminato, ma il quadro complessivo sta migliorando a vista d’occhio, creando anche le condizioni per attraversare il prossimo ciclo con una base di investitori più solida e una minore pressione lato offerta.
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