Home / Unione Europea: c’è accordo per sanzioni a crypto exchange. Rischio ban per Paesi terzi

Paesi Terzi UE ban

Unione Europea: c’è accordo per sanzioni a crypto exchange. Rischio ban per Paesi terzi

La spunta Von der Leyen: ban per Paesi terzi che ospitano certi exchange.
Paesi Terzi UE ban

Secondo quanto riportato dal Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ci sarebbe accordo sul ventunesimo pacchetto di sanzioni alla Russia. Il pacchetto – come anticipato già in giugno – include nuove limitazioni per quanto riguarda operatori crypto che hanno favorito il trasferimento di valore da e per entità russe sottoposte a sanzione. Viene introdotta, secondo il comunicato stampa ufficiale, la possibilità di un ban completo a carico di paesi terzi per le attività crypto che ospitano.

Bybit ha per te 20 USDC di bonus gratis. Segui il link, iscriviti e dopo aver versato almeno 100€ potrai goderti il bonus. Con i primi 20€ versati, potrai ottenere già 5 USDC.

Insieme alle attività crypto, sono state colpiti da sanzioni 31 istituti bancari. Non è chiaro per il momento come si espliciterà l’eventuale ban di attività crypto ospitate in Paesi terzi.

Il comunicato stampa di Ursula Von der Leyen

Riguardo le transazioni finanziarie e crypto. Stiamo espandendo il nostro ban sulle transazioni a 31 banche russe aggiuntive. E a 20 ulteriori banche, società crypto e trader di petrolio che hanno offerto servizi a entità russe o individui sanzionati o che hanno aggirato le nostre misure. Per la prima volta, introdurremo la possibilità di un ban totale su paesi terzi in relazione a servizi sui crypto asset. Sarà un deterrente forte per i paesi che ospitano piattaforme che aiutano la Russia a evadere le nostre sanzioni.

Per il momento non sono chiare le modalità di applicazione di eventuali sanzioni a interi Paesi se questi ospiteranno servizi che hanno offerto servizi a soggetti sanzionati. Qui è disponibile il comunicato stampa in versione integrale.

Del 21esimo pacchetto di sanzioni e del contenuto anche a tema crypto si parla già da giugno, con la notizia di oggi che è il raggiungimento di un accordo almeno in linea di massima politico. Nel pomeriggio dovremmo saperne di più sul completamento dell’iter.

Crypto sotto osservazione

L’utilizzo di cripovalute e blockchain per aggirare le sanzioni è stato uno dei temi forti del conflitto tra Russia e Ucraina. Mosca ha crescenti difficoltà ad accedere al sistema bancario internazionale e – almeno in parte – sembra che le criptovalute abbiano potuto dare una mano.

Il caso più emblematico rimane quello della stablecoin legata al rublo A7A5, di importante diffusione, che però riuscirebbe a fare da ponte dei pagamenti soltanto per i Paesi dell’orbita russa. Diverso il ruolo degli exchange: le autorità del Regno Unito hanno sottoposto ad esempio a sanzioni HTX, per aver ospitato transazioni riconducibili a entità russe, in quello che è un caso che tiene ancora banco.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments