Secondo un rapporto di Citi, ripreso da Chosun, le posizioni a leva sui titoli coreani sono passate da 52,5 miliardi di dollari il 22 luglio ai 19 miliardi di dollari il 29 luglio. Un reset di proporzioni enormi (soprattutto per una “piccola” borsa come quella coreana) che però per diversi analisti non significherebbe ancora pulizia totale dei mercati, infestati da retail che hanno perso tutto e che però avevano sostenuto la corsa di certi titoli.
A parlare – e a snocciolare i numeri – è Mohammed Apabhai, che per Citi si occupa della Strategia nell’area asiatica. Lo specialista però non sarebbe convinto del reset. O meglio, ritiene che potrebbe esserci ancora spazio per qualche liquidazione aggiuntiva.
La capitalizzazione di mercato dei prodotti a leva basati sugli asset coreani ha avuto il suo picco a 52,5 miliardi di dollari il 22 luglio ma è poi scesa a 19 miliardi di dollari. Anche dopo un calo di 33,5 miliardi di dollari dal picco, ci sono state nuove emissioni per 6,2 miliardi. Le perdite totali per gli investitori individuali raggiungeranno 38,7 miliardi, mentre le perdite continuano ad accumularsi.
È questo il parere che viene riportato, in virgolettato attribuito a Apabhai, da Chosun – testata che è tra le principali ad operare anche nel settore finanziario in Corea del Sud.
Liquidazioni in Corea per “solo” il 65%
Mohammed Apabhai è però preoccupato dal fatto che il 35% delle posizioni a leva in Corea del Sud in capo probabilmente a retail non è stata ancora liquidata.
Si stima che soltanto il 65% delle posizioni a margine che si sono accumulate da inizio anno siano state liquidate. La correlazione tra KOSPI 200 e le posizioni a leva è stata del 92,2%.
E dunque una corsa spinta non soltanto dai fondamentali – le società che si occupano di memorie come SK Hynix fanno gola a tanti per ovvi motivi – ma anche da un fiume in piena di posizioni a leva, che forse un tempo eravamo abituati a vedere soltanto nel mondo crypto.
Per il KOSPI ancora presto per l’inversione?
Ciò che tutti si stanno chiedendo è se questo ciclo di liquidazioni sia stato sufficiente per sgombrare il campo da eventuali altri crolli innescati da liquidazioni a cascata.
Il mercato coreano è sceso dal livello bolla a uno status tra valore corretto e sopravvalutazione, ma non è ancora entrato in una fase di sottovalutazione.
Nessun messaggio di rasserenamento certo da parte dello specialista.
Per chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, il crollo del settore memorie e del mercato coreano ha avuto un impatto nullo sul mercato crypto e Bitcoin, che in questa fase ha dimostrato una resilienza che forse in pochi avrebbero mai immaginato.
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