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Oracle e Adobe alla prova dei conti: due facce opposte dell’AI

Oracle e Adobe affrontano trimestrali decisive. Debito, investimenti nell’intelligenza artificiale e azioni tokenizzate saranno al centro dell’attenzione degli investitori questa settimana.

20:37 • Pubblicato 07/09/2026

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Scritto da Alex Lavarello

Senior Technical Analyst & Trader

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Wall Street osserva oggi la chiusura per il Labor Day, ma la settimana che si apre porta due appuntamenti rilevanti per il comparto tecnologico. Giovedì 10 settembre, dopo la chiusura dei mercati, arrivano i conti trimestrali di Oracle e di Adobe. Le due società rappresentano i lati opposti della stessa storia sull’intelligenza artificiale, quella di chi la costruisce con alti costi e quella di chi la subisce.

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Oracle e Adobe alla prova dei conti, il nodo debito pesa sul comparto

Il consenso degli analisti su Oracle stima ricavi attorno a 19,13 miliardi di dollari per il primo trimestre dell’esercizio 2027. Va chiarito che Oracle non segue l’anno solare e chiude il proprio bilancio ogni 31 maggio. L’esercizio 2026 copre quindi il periodo da giugno 2025 a maggio 2026, mentre quello in corso è già il 2027. In quei dodici mesi appena conclusi la società di Austin ha investito 55,7 miliardi di dollari nei centri di calcolo. Nell’esercizio precedente la stessa voce si era fermata a 21,2 miliardi, quindi la crescita supera il 160%.

Su Oracle il mercato guarda alla spesa, non agli utili

Oracle (ORCL) - 7 settembre 2026
Oracle (ORCL) – 7 settembre 2026

L’azione di Oracle ha chiuso la scorsa settimana a 158,78$ e registra un progresso a settembre del +8,20%. Il quadro cambia allargando l’orizzonte, perché da inizio 2026 il bilancio segna un -19,59%. Sul grafico si vede anche l’ATH di ORCL a 345,72$ di settembre 2025, quindi oggi vale meno della metà. Il minimo 2026 è stato toccato a 139,72$ a luglio, e da lì è in fase di rimbalzo.

Il debito di Oracle preoccupa più dell’azione

Andamento Obbligazione Oracle
Andamento Obbligazione Oracle

Il costo per assicurarsi contro il fallimento di Oracle, espresso dai CDS, ha toccato i massimi. A luglio il contratto a 5 anni ha superato i 200 punti base, contro i 144 di inizio anno. Il riflesso si vede anche sui titoli Wall Street osserva oggi la chiusura per il Labor Day, ma la settimana che si apre porta due appuntamenti rilevanti per il comparto tecnologico. Giovedì 10 settembre, dopo la chiusura dei mercati, arrivano i conti trimestrali di Oracle e di Adobe. Le due società rappresentano i lati opposti della stessa storia sull’intelligenza artificiale, quella di chi la costruisce con alti costi e quella di chi la subisce.

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Il consenso degli analisti su Oracle stima ricavi attorno a 19,13 miliardi di dollari per il primo trimestre dell’esercizio 2027. Va chiarito che Oracle non segue l’anno solare e chiude il proprio bilancio ogni 31 maggio. L’esercizio 2026 copre quindi il periodo da giugno 2025 a maggio 2026, mentre quello in corso è già il 2027. In quei dodici mesi appena conclusi la società di Austin ha investito 55,7 miliardi di dollari nei centri di calcolo. Nell’esercizio precedente la stessa voce si era fermata a 21,2 miliardi, quindi la crescita supera il 160%.

Su Oracle il mercato guarda alla spesa, non agli utili

Oracle (ORCL) - 7 settembre 2026
Oracle (ORCL) – 7 settembre 2026

L’azione di Oracle ha chiuso la scorsa settimana a 158,78$ e registra un progresso a settembre del +8,20%. Il quadro cambia allargando l’orizzonte, perché da inizio 2026 il bilancio segna un -19,59%. Sul grafico si vede anche l’ATH di ORCL a 345,72$ di settembre 2025, quindi oggi vale meno della metà. Il minimo 2026 è stato toccato a 139,72$ a luglio, e da lì è in fase di rimbalzo.

Il debito di Oracle preoccupa più dell’azione

Andamento Obbligazione Oracle
Andamento Obbligazione Oracle

Il costo per assicurarsi contro il fallimento di Oracle, espresso dai CDS, ha toccato i massimi. A luglio il contratto a 5 anni ha superato i 200 punti base, contro i 144 di inizio anno. Il riflesso si vede anche sui titoli obbligazionari, che quotano tutti sotto il valore di rimborso. La scadenza 2052 con cedola 6,9% viaggia a 92,64, quella 2033 con cedola 4,9% a 95,29. Entrambe hanno rotto al ribasso lo scorso luglio, nello stesso periodo del picco sui derivati di credito.

Adobe arriva ai conti da posizioni molto diverse

La guidance di Adobe indica ricavi tra 6,67 e 6,72 miliardi di dollari e utile per azione tra 6,05 e 6,10$. Il consenso degli analisti si posiziona vicino al limite alto di questo range previsionale, quindi lo spazio per deludere è ridotto. Pesa in negativo anche la nomina di Anil Chakravarthy come CEO di Adobe dal 1° dicembre, in sostituzione di Shantanu Narayen. Arriva dalla divisione enterprise e non da quella creativa, e la sua scelta ha provocato l’uscita del responsabile di Photoshop. Il titolo ha chiuso l’ultima settimana a 266,51$, con un calo weekly del -8,58%. Il bilancio di settembre segna -7,55%, mentre da inizio 2026 la perdita arriva al -24%.

Le azioni tokenizzate replicano gli stessi movimenti sugli exchange

Adobe (ADBE) - 7 settembre 2026
Adobe (ADBE) – 7 settembre 2026

In allegato due grafici di Adobe con una comparativa di un fenomeno ormai consolidato nell’ecosistema RWA (Real World Asset). A sinistra c’è l’azione scambiata sul Nasdaq, a destra la sua versione tokenizzata emessa da Ondo e negoziata sugli exchange crypto.

I due andamenti coincidono, perché il token replica l’azione sottostante e ne segue le quotazioni. La differenza sta negli orari, dato che il token ADBEONUSD viene scambiato senza interruzioni anche a mercati chiusi, pertanto anche oggi che Wall Street è chiusa. Lo stesso vale per Oracle, disponibile in versione tokenizzata e come contratto perpetuo su Bybit, come riportato nella comparativa precedente.
, che quotano tutti sotto il valore di rimborso. La scadenza 2052 con cedola 6,9% viaggia a 92,64, quella 2033 con cedola 4,9% a 95,29. Entrambe hanno rotto al ribasso lo scorso luglio, nello stesso periodo del picco sui derivati di credito.

Adobe arriva ai conti da posizioni molto diverse

La guidance di Adobe indica ricavi tra 6,67 e 6,72 miliardi di dollari e utile per azione tra 6,05 e 6,10$. Il consenso degli analisti si posiziona vicino al limite alto di questo range previsionale, quindi lo spazio per deludere è ridotto. Pesa in negativo anche la nomina di Anil Chakravarthy come CEO di Adobe dal 1° dicembre, in sostituzione di Shantanu Narayen. Arriva dalla divisione enterprise e non da quella creativa, e la sua scelta ha provocato l’uscita del responsabile di Photoshop. Il titolo ha chiuso l’ultima settimana a 266,51$, con un calo weekly del -8,58%. Il bilancio di settembre segna -7,55%, mentre da inizio 2026 la perdita arriva al -24%.

Le azioni tokenizzate replicano gli stessi movimenti sugli exchange

Adobe (ADBE) - 7 settembre 2026
Adobe (ADBE) – 7 settembre 2026

In allegato due grafici di Adobe con una comparativa di un fenomeno ormai consolidato nell’ecosistema RWA (Real World Asset). A sinistra c’è l’azione scambiata sul Nasdaq, a destra la sua versione tokenizzata emessa da Ondo e negoziata sugli exchange crypto.

I due andamenti coincidono, perché il token replica l’azione sottostante e ne segue le quotazioni. La differenza sta negli orari, dato che il token ADBEONUSD viene scambiato senza interruzioni anche a mercati chiusi, pertanto anche oggi che Wall Street è chiusa. Lo stesso vale per Oracle, disponibile in versione tokenizzata e come contratto perpetuo su Bybit, come riportato nella comparativa precedente.

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Senior Technical Analyst & Trader

Expertise

  • Analista tecnico e trader professionista
  • Analisi sui mercati crypto e finanziari
  • Indicatori proprietari e strategie sistematiche su TradingView
Professional Trader, Analista tecnico, Socio SIAT, ha operato presso le sale trading di Twice Sim e poi IWBank.

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