BlackRock: vecchio portafoglio 60/40 è superato. Il ciclo dell'AI funzionerà così (non è troppo tardi)
BlackRock insiste: bisogna guardare ai mercati privati, dei quali è mazziera da tempo.
Aggiornato 12/09/2026
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Per BlackRock il vecchio portafoglio 60/40 – il 60% in azioni per la crescita e il 40% in obbligazioni per difendersi – è superato. Motivo del superamento di questo mantra, del faro per gli investitori da decenni è – ça va sans dire – l’arrivo dell’intelligenza artificiale. No, il grande gestore di fondi non dice di affidare i vostri denari ad agent e bot, ma piuttosto di tenere in considerazione di come è cambiato il mercato, strutturalmente parlando.
A parlare è Fabio Osta, in un intervento che è stato pubblicato dal giornale americano CNBC: serve una nuova gamba, un nuovo pilastro strutturale degli investimenti, che si trova però al di fuori delle borse. Il nuovo meccanismo consigliato è quello del 50% in azioni, del 30% in obbligazioni e del 20% in mercati privati, nel senso di quelli che riguardano società che non si sono ancora quotate.
Un “vecchio” pallino di BlackRock
Prima di passare al succo dell’intervento di Fabio Osta, c’è da ricordare qualcosa ai nostri lettori. BlackRock sta spingendo da tempo per l’accesso – anche dei piccoli investitori retail – al mercato private. Questo riguarda sia l’equity, ovvero le azioni/quote di aziende non quotate, sia il mercato del credito privato, entrambi mercati nei quali BlackRock è presente in modo consistente – anche con l’offerta di fondi e di titoli.
Sul tema ha già insistito più volte il leader di BlackRock, Larry Fink, parlando di necessità di rendere più democratici i mercati e di permettere anche ai piccoli investitori di accedere ai luoghi virtuali dove il valore viene creato. Sullo stesso tema è intervenuto appunto Fabio Osta.
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Un cambiamento radicale della struttura dei mercati, a causa del ciclo AI
L’intelligenza artificiale è l’occasione di una vita, ovvero una classica opportunità di investimento di quelle che capitano una volta in una generazione. Il riferimento però non è soltanto alle azioni quotate delle grandi aziende del ciclo – come possono essere Nvidia, oppure Google/Alphabet o ancora SpaceX. C’è un mondo fuori dalle big tech e dei cosiddetti hyperscaler – che è costituito da data center, GPU, reti ad alta velocità, capacità cloud, ma anche sistemi di raffreddamento e di distribuzione elettrica.
Questi ultimi progetti sono spesso finanziati tramite private equity, private credit e fondi di tipo infrastrutturale. Ed è da questa particolare configurazione che nascerebbe la necessità di riconsiderare la composizione del proprio portafoglio.
Non è mai troppo tardi
Per chi si sente tra quelli che hanno perso il treno – c’è dell’altro. Per BlackRock il ciclo dell’AI è da dividersi in tre parti:
- Costruzione della capacità infrastrutturale
È la parte del ciclo nella quale ci troviamo ora. Si costruisce capacità – magari ancora non sfruttata al massimo, e si avviano i primi servizi. È una fase che richiede enormi quantità di capitale.
- Adozione
Sarà una fase due – che vedrà l’effettiva integrazione di servizi basati sull’intelligenza artificiale nelle aziende. Osta parla di fase in cui il beneficio economico sarà effettivamente in via di distribuzione.
- Trasformazione
È la terza fase. Avrà luogo nel prossimo decennio e vedrà rivoluzioni importanti in termini di produttività, di lavoro, di modelli di business e anche – potenzialmente – in termini di organizzazione di diversi settori industriali.
Non saremmo dunque davanti a una bolla che nasce, cresce e si esaurisce nella prima delle tre fasi.
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