Nulla di fatto per i tassi di interesse di riferimento nell’area euro. La Banca Centrale Europea ha infatti annunciato la decisione di mantenere i tassi invariati durante il meeting di luglio. Si attende ora la conferenza stampa di rito di Christine Lagarde, presidente di BCE, alle 14:45 ora italiana. Nonostante la decisione di mantenere i tassi invariati, la maggior parte degli economisti interrogati da Bloomberg si aspetta un aumento dei tassi di riferimento di 25 punti base (0,25%) già a settembre.
L’incontro ha dunque visto prevalere le istanze maggiormente attendiste, senza che la decisione di oggi debba però essere intesa come guidance di medio e lungo periodo. Le previsioni sono di uno o due aumenti dei tassi da qui a metà 2027.
Si gioca d’attesa
Seguendo un po’ quello che è stato il percorso tracciato da Federal Reserve, anche a Francoforte si gioca d’attesa. Nonostante l’inflazione in leggero rallentamento nel grosso dei paesi dell’area euro, BCE vuole attendere, anche perché le notizie che arrivano da Hormuz e più in generale dal conflitto tra USA e Iran non sono delle migliori.
Notizie che hanno già avuto un impatto importante sulle quotazioni degli energetici, in ampia risalita. Brent ha sfiorato oggi i 100$ al barile, per tornare su livelli toccati l’ultima volta il 3 giugno scorso, prima della sigla della pace momentanea tra Washington e Teheran.
Ora parola a Christine Lagarde
Sarà ora la conferenza stampa di Christine Lagarde a disegnare il perimetro che permetterà agli operatori finanziari ed economici di posizionarsi correttamente sul mercato, in un lungo periodo però di assenza di guidance.
Se è vero che da un lato il nuovo corso di Fed guidato da Kevin Warsh impone maggiore silenzio (e minori indicazioni), è altrettanto vero che dopo questo ciclo di inflazione alle stelle, anche ai piani alti di BCE in pochi se la sentono di parlare.
Figurarsi di anticipare quella che potrebbe essere la politica monetaria di medio e lungo periodo, mentre i fattori che finiranno per determinarla non sono sotto il controllo né di BCE, né delle autorità politiche europee.
Una situazione di grande difficoltà, con BCE che deve prima di tutto preoccuparsi del suo mandato principale, che è quello della stabilità dei prezzi.
Di contro però, la questione sarà anche politica: i rendimenti dei bond francesi sono su livelli che non si vedevano da anni e hanno toccato proprio oggi il 4,00% sul mercato secondario. Anche quelli italiani sono in forte risalita e qualcuno proverà a farsi… sentire.
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