Oracle e Adobe alla prova dei conti: due facce opposte dell’AI
Oracle e Adobe affrontano trimestrali decisive. Debito, investimenti nell’intelligenza artificiale e azioni tokenizzate saranno al centro dell’attenzione degli investitori questa settimana.
20:37 • Pubblicato 07/09/2026
Scritto da Alex Lavarello
Senior Technical Analyst & Trader
Senior Technical Analyst & Trader
Giornalista finanziario
Il team incaricato esclusivamente ad eseguire il fact checking dei contenuti pubblicati su Criptovaluta.it®. Il nostro fact check - ben spiegato nella pagina /fact-checking - è impiegato in tutti i contenuti di notizie su Bitcoin, blockchain e mercato delle crypto, su analisi, guide ed approfondimenti di questa testata. Il pool di professionisti è guidato dal direttore Alessio Ippolito, composto da professionisti operanti nella nostra sede principale in Via Pola 11, 20124 a Milano. Criptovaluta.it® è una testata giornalistica online iscritta al Tribunale di Milano (iscrizione N° 12776/2022 del 10/10/2022 – Num. Reg. Stampa 143 e iscrizione ROC n° 38686 del 27/10/2022) specializzata su Bitcoin, Crypto, NFT, Metaverse, Play to Earn e Blockchain.
Learn more about Fact checking
Gli articoli di Criptovaluta.it® sono scritti e verificati da giornalisti e analisti specializzati, sotto la direzione di Alessio Ippolito — giornalista iscritto all’ODG* del Lazio, imprenditore digitale dal 2008 e Popular Investor Champion su eToro. Ogni articolo segue il nostro processo editoriale verificato.
Wall Street osserva oggi la chiusura per il Labor Day, ma la settimana che si apre porta due appuntamenti rilevanti per il comparto tecnologico. Giovedì 10 settembre, dopo la chiusura dei mercati, arrivano i conti trimestrali di Oracle e di Adobe. Le due società rappresentano i lati opposti della stessa storia sull’intelligenza artificiale, quella di chi la costruisce con alti costi e quella di chi la subisce.
Oracle e Adobe alla prova dei conti, il nodo debito pesa sul comparto
Il consenso degli analisti su Oracle stima ricavi attorno a 19,13 miliardi di dollari per il primo trimestre dell’esercizio 2027. Va chiarito che Oracle non segue l’anno solare e chiude il proprio bilancio ogni 31 maggio. L’esercizio 2026 copre quindi il periodo da giugno 2025 a maggio 2026, mentre quello in corso è già il 2027. In quei dodici mesi appena conclusi la società di Austin ha investito 55,7 miliardi di dollari nei centri di calcolo. Nell’esercizio precedente la stessa voce si era fermata a 21,2 miliardi, quindi la crescita supera il 160%.
Su Oracle il mercato guarda alla spesa, non agli utili

L’azione di Oracle ha chiuso la scorsa settimana a 158,78$ e registra un progresso a settembre del +8,20%. Il quadro cambia allargando l’orizzonte, perché da inizio 2026 il bilancio segna un -19,59%. Sul grafico si vede anche l’ATH di ORCL a 345,72$ di settembre 2025, quindi oggi vale meno della metà. Il minimo 2026 è stato toccato a 139,72$ a luglio, e da lì è in fase di rimbalzo.
Il debito di Oracle preoccupa più dell’azione

Il costo per assicurarsi contro il fallimento di Oracle, espresso dai CDS, ha toccato i massimi. A luglio il contratto a 5 anni ha superato i 200 punti base, contro i 144 di inizio anno. Il riflesso si vede anche sui titoli Wall Street osserva oggi la chiusura per il Labor Day, ma la settimana che si apre porta due appuntamenti rilevanti per il comparto tecnologico. Giovedì 10 settembre, dopo la chiusura dei mercati, arrivano i conti trimestrali di Oracle e di Adobe. Le due società rappresentano i lati opposti della stessa storia sull’intelligenza artificiale, quella di chi la costruisce con alti costi e quella di chi la subisce.
Oracle e Adobe alla prova dei conti, il nodo debito pesa sul comparto
Il consenso degli analisti su Oracle stima ricavi attorno a 19,13 miliardi di dollari per il primo trimestre dell’esercizio 2027. Va chiarito che Oracle non segue l’anno solare e chiude il proprio bilancio ogni 31 maggio. L’esercizio 2026 copre quindi il periodo da giugno 2025 a maggio 2026, mentre quello in corso è già il 2027. In quei dodici mesi appena conclusi la società di Austin ha investito 55,7 miliardi di dollari nei centri di calcolo. Nell’esercizio precedente la stessa voce si era fermata a 21,2 miliardi, quindi la crescita supera il 160%.
Su Oracle il mercato guarda alla spesa, non agli utili

L’azione di Oracle ha chiuso la scorsa settimana a 158,78$ e registra un progresso a settembre del +8,20%. Il quadro cambia allargando l’orizzonte, perché da inizio 2026 il bilancio segna un -19,59%. Sul grafico si vede anche l’ATH di ORCL a 345,72$ di settembre 2025, quindi oggi vale meno della metà. Il minimo 2026 è stato toccato a 139,72$ a luglio, e da lì è in fase di rimbalzo.
Il debito di Oracle preoccupa più dell’azione

Il costo per assicurarsi contro il fallimento di Oracle, espresso dai CDS, ha toccato i massimi. A luglio il contratto a 5 anni ha superato i 200 punti base, contro i 144 di inizio anno. Il riflesso si vede anche sui titoli obbligazionari, che quotano tutti sotto il valore di rimborso. La scadenza 2052 con cedola 6,9% viaggia a 92,64, quella 2033 con cedola 4,9% a 95,29. Entrambe hanno rotto al ribasso lo scorso luglio, nello stesso periodo del picco sui derivati di credito.
Adobe arriva ai conti da posizioni molto diverse
La guidance di Adobe indica ricavi tra 6,67 e 6,72 miliardi di dollari e utile per azione tra 6,05 e 6,10$. Il consenso degli analisti si posiziona vicino al limite alto di questo range previsionale, quindi lo spazio per deludere è ridotto. Pesa in negativo anche la nomina di Anil Chakravarthy come CEO di Adobe dal 1° dicembre, in sostituzione di Shantanu Narayen. Arriva dalla divisione enterprise e non da quella creativa, e la sua scelta ha provocato l’uscita del responsabile di Photoshop. Il titolo ha chiuso l’ultima settimana a 266,51$, con un calo weekly del -8,58%. Il bilancio di settembre segna -7,55%, mentre da inizio 2026 la perdita arriva al -24%.
Le azioni tokenizzate replicano gli stessi movimenti sugli exchange

In allegato due grafici di Adobe con una comparativa di un fenomeno ormai consolidato nell’ecosistema RWA (Real World Asset). A sinistra c’è l’azione scambiata sul Nasdaq, a destra la sua versione tokenizzata emessa da Ondo e negoziata sugli exchange crypto.
I due andamenti coincidono, perché il token replica l’azione sottostante e ne segue le quotazioni. La differenza sta negli orari, dato che il token ADBEONUSD viene scambiato senza interruzioni anche a mercati chiusi, pertanto anche oggi che Wall Street è chiusa. Lo stesso vale per Oracle, disponibile in versione tokenizzata e come contratto perpetuo su Bybit, come riportato nella comparativa precedente.
, che quotano tutti sotto il valore di rimborso. La scadenza 2052 con cedola 6,9% viaggia a 92,64, quella 2033 con cedola 4,9% a 95,29. Entrambe hanno rotto al ribasso lo scorso luglio, nello stesso periodo del picco sui derivati di credito.
Adobe arriva ai conti da posizioni molto diverse
La guidance di Adobe indica ricavi tra 6,67 e 6,72 miliardi di dollari e utile per azione tra 6,05 e 6,10$. Il consenso degli analisti si posiziona vicino al limite alto di questo range previsionale, quindi lo spazio per deludere è ridotto. Pesa in negativo anche la nomina di Anil Chakravarthy come CEO di Adobe dal 1° dicembre, in sostituzione di Shantanu Narayen. Arriva dalla divisione enterprise e non da quella creativa, e la sua scelta ha provocato l’uscita del responsabile di Photoshop. Il titolo ha chiuso l’ultima settimana a 266,51$, con un calo weekly del -8,58%. Il bilancio di settembre segna -7,55%, mentre da inizio 2026 la perdita arriva al -24%.
Le azioni tokenizzate replicano gli stessi movimenti sugli exchange

In allegato due grafici di Adobe con una comparativa di un fenomeno ormai consolidato nell’ecosistema RWA (Real World Asset). A sinistra c’è l’azione scambiata sul Nasdaq, a destra la sua versione tokenizzata emessa da Ondo e negoziata sugli exchange crypto.
I due andamenti coincidono, perché il token replica l’azione sottostante e ne segue le quotazioni. La differenza sta negli orari, dato che il token ADBEONUSD viene scambiato senza interruzioni anche a mercati chiusi, pertanto anche oggi che Wall Street è chiusa. Lo stesso vale per Oracle, disponibile in versione tokenizzata e come contratto perpetuo su Bybit, come riportato nella comparativa precedente.
Expertise
- Analista tecnico e trader professionista
- Analisi sui mercati crypto e finanziari
- Indicatori proprietari e strategie sistematiche su TradingView