Colpo di scena per Bitcoin e crypto: ora sette democratici vogliono trattare su CLARITY ACT: non è troppo tardi, dicono
Sette senatori democratici vogliono tornare al tavolo delle trattative. Non è chiaro cosa vogliano e i tempi sono stretti.
Aggiornato 17/09/2026
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Sette senatori democratici hanno pubblicato una dichiarazione congiunta, che parla di possibilità di tornare sul CLARITY Act, la legge sui mercati crypto che è stata bocciata dal Senato USA lo scorso martedì. Tra questi figurano anche Kirsten Gillibrand – che ha firmato la legge e che è stata la principale promotrice della stessa, pur avendo votato poi no. L’apertura c’è, ma non è detto che funzioni. La legge scritta e negoziata sarebbe troppo importante per farla morire, dicono i sette democratici. Ma c’è altro che forse andrebbe preso in considerazione prima di prendere sul serio certi impegni.
Anche se non vengono esplicitate direttamente, le richieste dei sette democratici riguardano molto probabilmente le limitazioni imposte al presidente degli USA Donald Trump. Limitazioni che sono state ampliate nell’ultima revisione del testo, ma che il partito di minoranza non avrebbe comunque trovato soddisfacenti.
Di tempo ce n’è poco: 14 giorni e il Senato va in campagna elettorale
C’è un primo problema. Il Senato USA rimarrà in sessione soltanto per quattordici giorni. I tempi sono molto stretti, ammesso che il tentativo di riconciliare sia autentico. Passati questi quattordici giorni, i senatori andranno in campagna elettorale per le midterm ed eventualmente se ne riparlerà durante il lame duck – ovvero il periodo successivo alle elezioni ma precedente l’arrivo dei nuovi senatori. Si tratta di un periodo durante il quale, statisticamente, è molto difficile far passare leggi. Sarà ancora più difficile per leggi importanti (e contestate) come il CLARITY Act.
Come ci ha raccontato qui Teddy Fusaro, presidente di Bitwise, in realtà il senatore repubblicano Tom Tillis avrebbe già inviato una motion to reconsider – che aprirebbe a questa strada. Si tratta però più della volontà di preservare una procedura possibile che di un’autentica (per il momento) riapertura delle trattative.
C’è poi un altro aspetto: non è assolutamente detto che la situazione non convenga ai repubblicani e alla Casa Bianca. Entrambe le agenzie che si occupano di vigilanza dei mercati negli USA, CFTC e SEC, hanno annunciato di essere pronte a emettere regolamenti che fissino alcune prerogative di exchange, protocolli, criptovalute. In aggiunta, come abbiamo già scritto ieri sul nostro giornale, Donald Trump e la sua famiglia potranno godere di un regime senza limiti per fare affari nel mondo crypto.
Questa settimana c’è stata una battuta d’arresto, ma non è la fine del lavoro importante che abbiamo fatto. […] Rimaniamo impegnati a lavorare a una soluzione bipartisan che permetta a questa legge di passare.
Questo è il fulcro del messaggio che i sette senatori, tra i quali compaiono anche Alsobrooks, Gallego, Brooker, Cortez Masto, Warner e Warnock, hanno consegnato alla stampa. Buona volontà? Teddy Fusaro ha parlato di necessità di tornare al tavolo, nel caso, con un pizzico di buon senso. Non è detto che sia già maturato – non si offenderanno i senatori – in un arco di tempo così ristretto.
Il mercato ha reagito in modo tranquillo
C’è stato uno scarico, che però è stato contenuto sia per forza sia per estensione. Si tratta di un segnale importante della resilienza di BTC76.280 $▲ +0,44% e del resto del mondo crypto, che non hanno evidentemente necessità di essere pienamente regolamentati negli Stati Uniti.
Il problema è forse più importante per chi pensava di offrire servizi avendo pari dignità con la finanza tradizionale. Per quello si dovrà probabilmente aspettare.
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Staremo a vedere…
Tutte mosse per dare un contentino alla lobby crypto che deve finanziare le campagne elettorali