Il CLARITY Act è morto: perdono però banche e democratici. Vince ancora una volta Donald Trump
Lo stop al CLARITY Act non sarà un grande affare per chi si è opposto in prima linea. Tra chi rischia di rimetterci troviamo le banche, che si erano schierate…
Aggiornato 16/09/2026
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Lo stop al CLARITY Act non sarà un grande affare per chi si è opposto in prima linea. Tra chi rischia di rimetterci troviamo le banche, che si erano schierate contro la possibilità per gli exchange di criptovalute di offrire rendimenti tramite stablecoin. In assenza di leggi e con i regolamenti di SEC e CFTC che arriveranno presto, afferma la società finanziaria Bernstein, i rendimenti continueranno a essere offerti, senza limite alcuno.
Le stablecoin sono d’altronde governate dal GENIUS Act, che è stato già approvato e che aspetta, per entrare definitivamente in vigore, soltanto i regolamenti attuativi da parte di diverse agenzie governative. Il GENIUS Act limita la possibilità per le emittenti di stablecoin di offrire rendimenti, ma non include limitazioni per gli exchange.
SEC e CFTC interverranno anche sulle altre questioni
Il CLARITY Act bocciato ieri lascerà un importante vuoto normativo, che giocherà a sfavore di diversi soggetti e lobby che si sono schierate contro l’approvazione del testo di legge. In primo luogo a rimanere insoddisfatte saranno le banche. Per il resto, chi si ostinava a ritenere il grosso delle criptovalute appartenenti al gruppo delle security – ovvero i contratti di investimento che negli USA hanno una disciplina di registrazione particolare e che sono governate da SEC.
L’agenzia, che ora è guidata da Paul Atkins, è in realtà propensa a rilasciare una tassonomia dei crypto asset, offrendo ove possibile una netta distinzione tra quelli che appartengono al segmento commodity (e sottoposti a obblighi molto più leggeri) e security. Si era poi parlato in passato di categorie separate per i meme token.
Indirettamente si tratta di un favore anche a Donald Trump: non solo le meme token avranno una sorta di regime di esenzione, ma potrà continuare a fare affari nel mondo crypto, perché non esiste alcuna limitazione alla sua attività. Nel CLARITY Act erano invece incluse delle limitazioni che i democratici hanno ritenuto come insufficienti.
No, non si tornerà a discutere la legge a breve
Il Senato tornerà in recess, ovvero smetterà di riunirsi a breve. La House chiuderà invece i battenti già domani, giovedì 17 settembre, per poi tornare in aula soltanto dopo le elezioni.
Anche se dovessero riprendere le trattative, il CLARITY Act si può dare per definitivamente morto, almeno fino alla prossima legislatura. O – con un po’ di fortuna – nel 2027. Il rischio per il settore, ora, è di trovarsi con una maggioranza, al Senato o alla Camera, di segno democratico.
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