L'Ethereum Foundation fissa gli obiettivi per il prossimo aggiornamento: piena resistenza al quantum entro il 2029
Ora abbiamo una data definitiva: Ethereum mira a diventare immune agli attacchi quantum entro dicembre 2029. Ecco i prossimi step.
18:17 • Pubblicato 08/09/2026
Scritto da Alessandro Adami
DeFi & On-Chain Specialist
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L’Ethereum Foundation pianifica a lungo termine: neanche il tempo di terminare il passaggio in testnet del prossimo hard fork Glamsterdam, il cui sbarco in mainnet è atteso per il Q4 2026, che gli sviluppatori guardano già al prossimo aggiornamento Hegotá. In particolare, nella giornata di ieri gli addetti ai lavori hanno pubblicato una lista delle priorità che andranno assolutamente incluse nell’upgrade, tra cui spicca la necessità di rendere l’infrastruttura completamente resistente alla minaccia del quantum computing.
Ad agosto Vitalik aveva già delineato una nuova roadmap per preparare Ethereum al pericoloso sviluppo del calcolo quantistico, indicando il 2029 come l’anno in cui la rete dovrà essere considerata totalmente al sicuro. Ora questo target è stato incluso formalmente all’interno degli obiettivi strategici dell’Ethereum Foundation, assieme ad altre tematiche che riguardano principalmente privacy, scalabilità e interoperabilità.
Ethereum punta alla resistenza quantum entro il 2029: Hegotá sarà un passaggio chiave
L’Ethereum Foundation non considera Hegotá come un vero e proprio “fork quantum”, ovvero come il passaggio definitivo a un’infrastruttura resiliente agli attacchi quantistici eseguiti tramite l’algoritmo di Shor. Piuttosto, l’aggiornamento – atteso in mainnet indicativamente nel 2027 – sarà il passaggio fondamentale che preparerà Ethereum alla transizione di tutti e tre i suoi layer (esecuzione, consenso, DA) verso la resistenza quantum completa entro il 2029.
La sfida è gettare le basi affinché l’intera architettura diventi più flessibile dal punto di vista crittografico e più facilmente aggiornabile in caso di necessità, senza dover intervenire con misure radicali sul protocollo. In realtà la Foundation si sta già muovendo in questa direzione: poco fa i ricercatori hanno pubblicato un draft EIP per migliorare la sicurezza dello staking, il quale sarà poi aggiunto in un prossimo fork, potenzialmente già all’interno di Glamsterdam.
Per quanto riguarda invece Hegotá, gli sviluppatori di Ethereum hanno valutato 62 EIP differenti, suddividendoli in base al livello di priorità. Alcuni di questi serviranno proprio ad affrontare possibili vulnerabilità legate al quantum, lavorando su determinate primitive crittografiche che fanno parte dell’attuale protocollo, mentre altri saranno verticalizzati su tematiche differenti.
L’obiettivo ultimo rimane comunque l’immunità totale contro la minaccia quantum entro dicembre 2029, per la quale non basterà da sola l’implementazione di questi EIP: l’Ethereum Foundation stima una media di un fork ogni 7,2 mesi per arrivare in tempo al target prefissato, con nuovi interventi che verranno aggiunti in corso d’opera.
La preparazione di Ethereum al Q-day
Da sottolineare come la deadline verrà rivalutata a gennaio 2027, per capire se le tempistiche saranno concretamente fattibili. In ogni caso, anche se la data verrà posticipata, non è questo che ci interessa osservare dall’atteggiamento con cui l’Ethereum Foundation sta affrontando un tema così delicato come quello della sicurezza.
Il punto centrale è capire che Ethereum non sta già da ora scegliendo gli aspetti tecnici definitivi che permetteranno di affrontare il Q-day, ossia il momento in cui un computer sarà sufficientemente potente da riuscire a rompere la crittografia a curve ellittiche. Ciò che sta facendo è invece adattare tutte le sue componenti tecniche a quelle che un giorno saranno le implementazioni post-quantum, e per le quali non vi è ancora oggi una direzione chiara da intraprendere.
La parola chiave è flessibilità: prima si arriva a questa condizione su tutti gli elementi infrastrutturali della chain, più semplice sarà intervenire quando arriveranno davvero le soluzioni post-quantum mature. Per il momento, il quantum non è davvero un problema imminente da affrontare, che rischia di distruggere tutti i risparmi dei crypto investitori. Addirittura, c’è chi dice che al giorno d’oggi questa presunta minaccia sia solo una truffa.
Alcuni interventi previsti per Hegotá dall’Ethereum Foundation
Attualmente, gli unici EIP che sono stati indicati come “must ship”, ovvero che saranno sicuramente inclusi nel fork, sono due: FOCIL (EIP-7805) e Frame Transactions (EIP-8141).
FOCIL punta a rafforzare la resistenza di Ethereum contro la censura delle transazioni attraverso una serie di implementazioni che ridurranno il potere dei builder in fase di costruzione di un blocco. Frame Transactions invece introdurrà una forma nativa di account abstraction – fattore che è già distribuito da alcuni protocolli esternamente – che renderà il layer d’esecuzione più flessibile nel modo in cui gestisce firme e account.
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