Tutte le banche d'affari sono d'accordo. Mercoledì arriverà la medicina amara per i mercati. Ecco i numeri
Probabilmente sarà difficile accontentare Donald Trump. E anche non farlo arrabbiare. Le banche sono tutte d'accordo.
21:00 • Pubblicato 12/09/2026
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Mercoledì 16 settembre Federal Reserve annuncerà la decisione più difficile da anticipare da quando esistono gli incontri di politica monetaria del FOMC. I dodici che hanno diritto di voto dovranno decidere se lasciare i tassi invariati oppure se aumentarli di 25 punti base. L’indecisione è tanta, anche se le principali banche d’affari che hanno aggiornato le loro letture di recente, puntano tutte verso un aumento. Sarà una decisione di enorme importanza per i mercati.
L’inflazione è ancora elevata – e gli ultimi numeri sono peggiori delle aspettative. Il mercato del lavoro tiene, la crescita anche. Sembrerebbero esserci tanti motivi per sostenere un rialzo. Tuttavia, non tutti ne sono convinti, anche perché decisioni di questo tipo si incrociano anche con la politica.
Come sono posizionati i mercati?
I mercati prezzano a più dell’80% la possibilità che Kevin Warsh e gli altri 11 che voteranno mercoledì prossimo decideranno per un aumento dei tassi. I fattori macro – dei quali si tiene ovviamente conto – puntano tutti in quella direzione.
Più decise le banche d’affari, che sono pressoché tutte concordi sull’aumento dei tassi durante il prossimo meeting.
| Istituto | Prossima mossa | Variazione tassi nel 2026 | Data pubblicazione |
|---|---|---|---|
| Barclays | Rialzo a settembre | ↑ 50 pb | 28/08/2026 |
| BNPP | Rialzo a settembre | ↑ 50 pb | 06/09/2026 |
| Citigroup | Rialzo a settembre | ↑ 50 pb | 04/09/2026 |
| Deutsche Bank | Rialzo a settembre | ↑ 75 pb | 11/09/2026 |
| Goldman Sachs | Rialzo a settembre | ↑ 25 pb | 11/09/2026 |
| JP Morgan | Rialzo a settembre | ↑ 25 pb | 11/09/2026 |
| MPA Macro | Rialzo a settembre | ↑ 50 pb | 11/09/2026 |
| MUFG | Rialzo a settembre | ↑ 50 pb | 11/09/2026 |
| Nomura | Rialzo a settembre | ↑ 50 pb | 11/09/2026 |
| Piper Sandler | Rialzo a settembre | ↑ 50 pb | 11/09/2026 |
| RBC | Rialzo a settembre | ↑ 75 pb | 11/09/2026 |
| Société Générale | Rialzo a settembre | ↑ 50 pb | 28/08/2026 |
| TD Securities | Rialzo a settembre | ↑ 50 pb | 11/09/2026 |
| UBS | Rialzo a settembre | ↑ 50 pb | 04/09/2026 |
| Wells Fargo | Rialzo a settembre | ↑ 50 pb | 11/09/2026 |
In altre parole, non c’è una sola banca d’affari che sia disposta a puntare sui tassi fermi per il prossimo incontro. L’ultima opinione di questo tipo è di Jefferies, che addirittura puntava su almeno un taglio a dicembre 2026, ma che non aggiorna le sue previsioni da luglio.
- Perché ancora il 20% di indecisione?
La fotografia scattata dal FedWatch Tool è in realtà di posizionamento tramite strumenti utilizzati a copertura delle variazioni dei tassi. L’aumento non è evidentemente ancora certo, ma comunque le previsioni si sono mosse in quella direzione a grandi falcate. Una settimana fa circa eravamo a 40/60, poi l’impennata dopo gli ultimi dati del CPI.
Kevin Warsh: più amico della sua parola o di Donald Trump?
L’unica incognita rimasta sul tavolo riguarda la vera intenzione di Kevin Warsh di dare seguito alle parole con le quali si era presentato al pubblico in qualità di nuovo presidente di Federal Reserve: avrebbe combattuto, senza mezzi termini, l’inflazione – che ritiene essere una responsabilità totale delle scelte di Fed.
Dall’altro lato però c’è Donald Trump, che non solo sta chiedendo di non aumentare i tassi, ma che sta pressando affinché vengano tagliati. Chissà se – in un esercizio di equilibrismo – Warsh cercherà di imporre al FOMC posizioni più prudenti. Un argomento, a volerla dire tutta, c’è: non si alzano i tassi se l’aumento dei prezzi dipende dal supply shock del petrolio dovuto alla guerra in Iran. Un elemento che dovrebbe essere, a rigor di logica, transitorio.
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