Tassi di interesse: dietro front della Casa Bianca. "Sosterremo Federal Reserve, ma non c'è motivo per rialzi"
Kevin Hassett lancia messaggi distensivi, ma con un avvertimento chiaro per il FOMC.
Aggiornato 13/09/2026
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Kevin Hassett – un tempo possibile successore di Jerome Powell, poi rimasto invece a fare da consigliere economico alla Casa Bianca – ha affermato che l’ufficio presidenziale supporterà qualunque decisione sui tassi di interesse. Il consigliere di Donald Trump ha però aggiunto che né lui né il Presidente degli Stati Uniti ritengono che ci siano le condizioni per un aumento dei tassi. Il FOMC di Federal Reserve dovrà comunicare la sua decisione mercoledì 16 settembre.
Distensione dunque, ma non troppa. Mentre i mercati e le banche d’affari ritengono quasi certo un aumento dei tassi di interesse, le resistenze politiche continuano a montare, a poche settimane da elezioni midterm che saranno decisive per la capacità del governo USA di continuare a implementare la propria agenda.
Una nota distensiva
Kevin Hassett è a capo del consiglio che fornisce assistenza in campo economico alla Casa Bianca. Donald Trump lo stima molto, tanto da aver fermato la sua possibile nomina a Presidente di Federal Reserve. Lo stesso Hassett, nelle ultime settimane, si è speso più volte a favore di una politica monetaria meno hawkish – suggerendo di lasciare i tassi invariati.
Su Donald Trump in persona c’è poco da aggiungere: l’attuale Presidente degli Stati Uniti è da sempre un sostenitore di tassi di interesse bassi – i più bassi al mondo, ha ripetuto più volte – scontrandosi tra le altre cose in più battute con l’ex presidente di Federal Reserve Jerome Powell.
Questa volta però i toni che arrivano dalla Casa Bianca sono più distesi.
Sosterremo al 100% qualunque decisione [di Federal Reserve, N.d.R.]
Questo è quanto Kevin Hassett ha pronunciato davanti ai microfoni di CNN, aggiungendo poi di ritenere – in linea con il presidente degli USA – che non ci siano motivi per aumentare i tassi di interesse ora.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, Donald Trump – dall’Irlanda – avrebbe risposto di non avere idea delle prossime mosse di Federal Reserve in campo di tassi.
La situazione e i numeri
Qui puoi trovare le previsioni delle principali banche d’affari: tutte sono d’accordo sul rialzo durante il prossimo meeting, ma non tutte sono d’accordo sull’esito dei futuri incontri, con una forbice ampia che va da un solo aumento fino a tre aumenti da qui a fine 2026.
I mercati intanto prezzano come quasi certo l’aumento di mercoledì. Sarà questa la base contro la quale i mercati poi confronteranno l’effettiva decisione di Kevin Warsh e degli altri undici che hanno potere di voto all’interno del FOMC.
Sarà inoltre importante seguire la conferenza stampa a margine della riunione di Federal Reserve, che spiegherà la decisione nonostante la ritrosia di Warsh a parlare con la stampa.
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Un po’ come dire: sei libero di fare quello che vuoi ma fai la scelta “giusta”. Questa volta restiamo la spina dorsale di FED con la nuova leadership