"50% di possibilità che l'AI distruggerà Bitcoin" nei prossimi due anni - il co-fondatore di Ethereum non è d'accordo
Il futuro di Bitcoin messo in discussione dall'AI: Vitalik Buterin di Ethereum non crede a questa previsione.
19:17 • Pubblicato 07/09/2026
Scritto da Alessandro Adami
DeFi & On-Chain Specialist
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In un futuro non troppo lontano, l’AI potrebbe far crollare il prezzo di Bitcoin. Non siamo noi di Criptovaluta.it ad affermarlo ma Liron Shapira, software engineer e fondatore di un podcast focalizzato sui rischi umanitari legati alle nuove tecnologie, che nella giornata di ieri ha condiviso pubblicamente la sua previsione: BTC79.212 $▼ -0,88% giù del -50% o oltre nei prossimi due anni, con 1 possibilità su 2 che lo scenario si concretizzi.
Vitalik Buterin, co-fondatore di Ethereum nonché storico sostenitore di Bitcoin (già in giovane età scriveva per Bitcoin Magazine, ndr.), si è schierato contro questa previsione, la quale prende di mira il tema della sicurezza. Secondo la sua visione, non ci sarebbero ancora i presupposti affinché l’intelligenza artificiale possa davvero rappresentare una minaccia per $BTC e per il suo network.
L’AI farà crollare il prezzo di Bitcoin?
La previsione di Liron Shapira si basa esclusivamente sull’assunto secondo cui l’AI potrebbe mettere in discussione tutte le “garanzie di sicurezza” su cui si poggia l’ecosistema Bitcoin. Secondo quanto affermato su X, il prezzo di $BTC potrebbe perdere più del 50% nei prossimi due anni perché molti investitori smetteranno di dare fiducia a un sistema apparentemente immutabile e decentralizzato, e finiranno per vendere la moneta sul mercato.
Il punto chiave di Shapira è che l’AI potrebbe compromettere la sicurezza di Bitcoin, seppur non venga specificato quale vulnerabilità effettivamente potrebbe essere sfruttata nei prossimi due anni. Fatto sta che a una prospettiva catastrofica di questo tipo, viene assegnata una probabilità di successo del 50%, senza tuttavia affiancare dati concreti e misurabili.
Va precisato che Shapira non si riferisce al contesto del quantum computing, ma più generalmente ai rischi legati all’avvento dell’AI. Il podcast di cui è a capo, chiamato Dooms Debates, tratta spesso argomenti che indicano l’AGI – acronimo indicato di recente dal CEO di Nvidia dopo l’ultimo modello di OpenAI – come una delle possibili minacce esistenziali per l’umanità.
Diciamo che il personaggio in questione non è esattamente fiducioso sul progresso tecnologico, o meglio, non è fiducioso sugli effetti che il progresso tecnologico potrebbe avere nel campo sociale.
Vitalik Buterin la pensa in maniera opposta
Il co-fondatore di Ethereum si è subito precipitato a difendere l’onore di Bitcoin, commentando il post di Shapira. Vitalik ha esordito dicendo testualmente “prendo la posizione opposta”, e spiegando successivamente come non condivida quella previsione.
Vitalik risponde alla previsione di Shapira su Bitcoin
Vitalik – che con la sua Ethereum si sta preparando ad affrontare possibili problemi di sicurezza futuri tramite una nuova roadmap – sostiene che Bitcoin non dovrebbe aver problemi a gestire l’avanzata delle nuove tecnologie. In particolare, l’esperto si è definito ottimista sulla cybersecurity del network nel lungo periodo.
L’AI potrebbe certamente aumentare le capacità di attacco da parte di attori malevoli, ma allo stesso tempo potrebbe aumentare anche le barriere difensive. Inoltre, Bitcoin non dovrebbe avere problemi ad aggiornarsi in caso emergesse una minaccia tecnica, qualora la soluzione non richieda un consenso di tipo sociale. Tutti gli attacchi di rete possono infatti essere affrontati semplicemente aggiornando client e mining pool.
Per quanto riguarda invece la possibilità che l’AI arrivi a danneggiare il PoW di Bitcoin e le sue fondamenta crittografiche, Vitalik attribuisce una probabilità estremamente bassa. Piuttosto, potremmo parlare dell’AI che batte il mining di Bitcoin, seppur la partita sia ancora tutta da giocare.
Vitalik è disposto a scommettere contro la previsione
Vitalik si è detto disposto a scommettere capitali sul fatto che Bitcoin non perderà il 50% (o oltre) nei prossimi due anni a causa dell’AI. In realtà, lo stesso sviluppatore è come se stesse già puntando indirettamente contro questo scenario, dal momento che il 90% del suo patrimonio – secondo quanto affermato – è concentrato in criptovalute.
Al momento i wallet pubblici di Vitalik indicano un controvalore di 575 milioni di dollari, di cui 560 milioni sono detenuti in Ethereum. La cifra, per quanto oggettivamente importante, è comunque minore rispetto agli $ETH posseduti da Justin Sun, che ne detiene di più rispetto all’Ethereum Foundation.
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“I claim (50% confidence)”, il lancio di una monetina, ma non sulla realizzazione di un evento; ma sulla fiducia che ripone in quel che dice. Pfff, avanti il prossimo.