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Bank of America vuole valutare i rischi sulle criptovalute

Bank of America, il secondo principale istituto di credito degli Stati Uniti, ha recentemente dichiarato di essere al lavoro per poter predisporre un nuovo servizio di valutazione del rischio delle operazioni criptovalutarie, La banca ha infatti depositato un brevetto presso l’United States Patent and Trademark Office [USPTO], che regolerebbe un complesso sistema di rilevamento del rischio che è orientato proprio verso gli asset criptovalutari. Anche se non sono ancora disponibili molte informazioni di dettaglio su questo progetto, il sistema servirà per poter attribuire uno score di rischio ogni volta che sarà effettuata una transazione criptovalutaria tra un cliente e una terza parte.

Il comunicato di Bank of America

Nel comunicato con cui informa gli stakeholders di tale novità, Bank of America spiega che con l’avanzare della tecnologia, le transazioni finanziarie che riguardano le criptovalute sono diventate sempre più diffuse e comuni, e che per alcuni operatori potrebbe essere auspicabile calcolare il rischio di effettuare una transazione in criptovaluta.

Mediante tale brevetto, l’istituto vuole dunque cercare di contribuire a migliorare sia la trasparenza che l’affidabilità delle transazioni criptovalutarie, assicurando ai propri clienti che il rischio assunto venga contenuto.

Come funziona il sistema

Ma come funziona il nuovo sistema di Bank of America?

Stando al contenuto introduttivo del brevetto, il sistema includerà un algoritmo richiesto da parte del cliente che intende eseguire la transazione criptovalutaria con un terzo. L’algoritmo potrà sia recuperare le informazioni della blockchain (cioè, della tecnologia a registro su cui avverrà l’operazione), per poter determinare il valore sostanziale dell’operazione crittografica, sia conteggiare un “punteggio di rischio” della transazione sulla base di una ricca gamma di complessi fattori.

Tra gli elementi che il procedimento andrà ad indagare ci sono l’utilizzo della chiave pubblica, lo storico delle transazioni già effettuate, la bontà delle unità crittografiche, e così via. A margine dell’analisi, l’algoritmo sarà in grado di assegnare un punteggio di sintesi, che l’utente dovrebbe usare in modo più o meno utile per accrescere il livello di consapevolezza nel compimento dell’operazione.

Di fatti, se il punteggio di rischio dovesse determinare che la potenziale transazione rientra nella categoria di quelle “sospette”, suggerirà di effettuare nuove analisi sulla stessa operazione.

Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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