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GREEN ETHEREUM

Ethereum contro Bitcoin | “Noi più green grazie a PoS”

Il passaggio di Ethereum ad un sistema di validazione PoS è ormai alle porte – e questo coinvolgerà anche il consumo energetico del protocollo, che come è noto è particolarmente alto adesso.

Una svolta green? Su questo sembrerebbe puntare Ethereum, anche in termini di narrativa – come riportato su un documento sul sito ufficiale del gruppo, che alla voce Consumo di Energia delinea i prossimi passi del protocollo.

Green Ethereum - documento del gruppo
Ethereum punta a battere Bitcoin… con il green

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Ethereum: PoS sarà anche svolta green?

È questo il punto che viene sostenuto dalla fondazione che opera in Ethereum e che come punto principale della transizione verso PoS individua proprio una riduzione dei consumi energetici del protocollo. Qualcosa che renderebbe, al pari di tante altre che sono già disponibili sul mercato, $ETH una criptovaluta green. A basso consumo di elettricità e dunque a basso impatto sull’ambiente.

Cosa che è vera, scientificamente parlando – e che lascerà Bitcoin come unica rete di un certo spessore a fare affidamento sulla potenza di calcolo – e dunque sul consumo energetico – per la validazione e la sicurezza del proprio protocollo. Gli ecologisti sceglieranno dunque $ETH a favore di $BTC? La questione, come abbiamo riportato già più volte sulle pagine di Criptovaluta.it – è in realtà molto più complessa e meriterebbe di essere affrontata anche da altri angoli.

Bitcoin contro Ethereum: la lotta si giocherà anche sull’ambiente?

Sicuramente sì – e non è una novità che i consumi di Bitcoin siano una preoccupazione (o meglio un punto di discussione) anche tra i sostenitori del protocollo. Si riconosce a questo consumo energetico un vantaggio in termini di messa in sicurezza del network. Non vi sono dubbi sulla maggiore decentralizzazione e sicurezza che può garantire un network organizzato come Bitcoin, che è appunto protetto dall’enorme potenza di calcolo richiesta per la validazione delle transazioni.

Bitcoin però, al contrario di quanto ha chiesto più volte il leader di Ripple, tanto per citarne uno, non passerà a PoS e la sua svolta ecologica, già in atto, si concentrerà sul ricorso anche a fonti di energia rinnovabili. Cosa che è prima preoccupazione ad esempio del Bitcoin Council e che ha già prodotto risultati apprezzabili.

La discussione continuerà ancora per anni – ma riteniamo inutile, almeno per chi vuole parlare con coscienza e conoscenza del mondo delle criptovalute – guardare soltanto al mero dato del consumo energetico. E il mondo delle criptovalute è bello anche per questo: permette a ciascun protocollo, secondo i propri canoni, di fare le scelte che ritiene più opportune.

Sarà poi il mercato a decidere quale delle soluzioni è più congeniale: la discussione continuerà a lungo, anche tra i nostri lettori, che come sempre potranno partecipare sia tramite commenti, sia sul nostro account Twitter ufficiale.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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One comment

  1. Qui posso dire la mia, non voglio espormi più di tanto a livello personale ma posso dire che conosco molto bene il mondo delle aziende così dette energivore,le conosco a livello medio alto e quindi penso di dare un parere dello stesso livello.
    Il problema sono le emissioni di gas serra, di energia ne possiamo consumare quanta ne vogliamo, il problema è come la produciamo.
    Questo problema riguarda la nostra civiltà e di come abbiamo architettato e costruito la nostra società e non solo di bitcoin.
    Vorrei chiedere a chi espone il problema, consumo di energia, se la nostra società può fare a meno dell’acciaio, dell’alluminio, della ghisa, delle superleghe di nickel o di titanio, un forno fusorio consuma 40 megawat ora, pensiamo di alimentarlo a pannelli solari?
    Ma fatemi il favore.
    Certo le aziende stanno cercando soluzioni ma non è facile.
    E quindi?
    Quindi la vera domanda è quanto sarà essenziale bitcoin nel prossimo futuro e il problema avrà la sua soluzione, cioè nulla di fatto, si va avanti così perché ne abbiamo bisogno.
    Io dico a chi vuole attaccare bitcoin di trovare un’altra favola da raccontare.
    Come la favola delle auto elettriche, che certo non emettono gas serra li dove si trovano, ma quando dobbiamo ricaricarla attaccando la spina quell’energia da dove arriva?da un’entità superiore?
    No! Dalle centrali elettriche!
    E andate a vedere la percentuale delle centrali che producono energia a combustibili fossili…..ve lo dico io è alta.
    Ripeto la domanda da porsi è quanto sarà essenziale bitcoin per la nostra società nel prossimo futuro????
    I problemi energetici la scienza li risolverà, ma i bitcoin saranno già stati minati tutti a quel tempo.
    Penso di aver detto tutto.
    Ciao amici.

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