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EDITORIALE LUNA BITCOIN

Bitcoin e crypto: siamo di nuovo SBRONZI! Questa SBORNIA non finirà MAI caro Riccardo Luna

A 6 mesi dalla fine della sbornia delle criptovalute, non abbiamo mai avuto più sete di libertà. E sì, la risposta è Bitcoin

Il 28 novembre 2023 da uno dei più importanti giornali italian, La Stampa, Riccardo Luna tuonava sulla fine della sbornia delle criptovalute. Abbiamo davvero bisogno delle criptovalute?

Servono davvero al mondo? Sono passati soltanto 6 mesi, che nel mondo crypto e Bitcoin equivalgono ad un paio di ere geologiche. Cosa che, almeno in parte, gioca a favore di quanto scritto da Riccardo Luna.

Questo però ci permette anche di trarre delle conclusioni definitive sul tema sollevato da quello che è stato uno dei più grandi divulgatori di tecnologia presso il grande pubblico, Riccardo Luna un tempo a capo di Wired, che ha accompagnato una particolarissima fetta di popolazione del nostro paese alla scoperta di Internet. Quella particolare fetta di popolazione non era certamente quella dei pionieri, ma di chi andava in parte imboccato per la comprensione di una delle più grandi rivoluzioni di sempre.

No, non sarà un editoriale di attacco a Riccardo Luna, sulla cui estrema intelligenza siamo in pochi a dubitare. Sarà una discussione su quanto è stato, ad avviso di chi scrive, sbagliato in quell’articolo di opinione che si può ancora recuperare qui e che siamo certi il buon Riccardo Luna sarà disposto a ritrattare.

No, non perché abbiamo bisogno di abiure, ma perché riteniamo che chi ha dimostrato in passato sensibilità per comprendere e per poi divulgare il mondo di Internet, ne ha abbastanza anche per capire cosa stia succedendo nel mondo di Bitcoin e in parte delle criptovalute. Oltre il prezzo, oltre la speculazione, oltre i personaggi dubbi che ne hanno dominato, a tratti, la storia.

Nessuna sbornia, non siamo mai stati più sobri di così

C’è una questione di fondo che sempre ad avviso di chi vi scrive non è stata compresa da Riccardo Luna. Bitcoin in particolare, e citiamo $BTC perché è stato tirato in ballo dallo stesso Luna, esiste proprio perché non è il caso di fidarsi di persone nella gestione del nostro denaro.

Sbornia finita
Nessuna sbornia finita, abbiamo ancora sete

Facciamo però qualche passo indietro: Riccardo Luna ha citato il caso Sam Bankman-Fried e il caso CZ come simbolo del fallimento di Bitcoin, che doveva essere una rivoluzione e che invece…

…invece niente. Il fatto che Sam Bankman-Fried sia finito in carcere dopo aver truffato centinaia di migliaia di persone è il caso più lampante a sostegno di Bitcoin e della sua filosofia: abbiamo bisogno di un sistema monetario trustless e peer-to-peer proprio perché esistono dei Sam Bankman-Fried e proprio perché non possiamo mai, e ripetiamo mai, fidarci degli intermediari.

Sul caso CZ meglio sorvolare, e non perché riteniamo che il fondatore di Binance sia il peggiore dei delinquenti, ma piuttosto perché CZ è finito in carcere per non aver rispettato delle leggi a tutela del controllo statale dei mercati finanziari. Non c’è soltanto una persona che si sia lamentata negli USA di aver operato sul mercato crypto tramite Binance. Non c’è solo una persona che abbia perso denaro se non per scelte di investimento proprie, non c’è nessuno che abbia citato in giudizio CZ, se non appunto il governo degli Stati Uniti, che rivendica il ruolo di padre padrone dei mercati di capitali.

La legge va rispettata? Per molti è una posizione ineccepibile, ma a Riccardo Luna si potrebbe chiedere se ricorda quali furono le prime – e insistenti – critiche mosse a Internet: una rete che sarebbe esistita soltanto per lo scambio di pornografia, materiale coperto da diritto d’autore e, peggio ancora, droghe e mercati neri.

A quel tempo, parliamo di meno di 30 anni fa, i pionieri di cui forse Riccardo Luna faceva parte, si batterono vigorosamente e giustamente a tutela di una nuova tecnologia che poi, ha parlato la storia, ha cambiato il mondo, lo ha reso più orizzontale e più democratico, e che ha aperto le porte del vivere civile ad ampie fette di popolazione mondiale.

Se avete bisogno di quelli in cravatta, sono arrivati

Sempre Riccardo Luna ci chiedeva nel suo celebre editoriale se conoscessimo dei casi di utilizzo per Bitcoin e crypto che non fossero speculazione o malaffare. Per quanto la polemica fosse mal posta, la risposta è arrivata dagli inattaccabili di Wall Street.

BlackRock, Fidelity e tanti altri hanno lanciato degli ETF, ritenendo Bitcoin uno strumento, per quanto rischioso, di risparmio. Sono poi arrivati quelli su Ethereum, a testimoniare come ci sia spazio anche per il resto della truppa.

Sono stati lanciati fondi che ne utilizzano le tecnologie sottostanti, si studia per fare sempre di più. Finirà tutto in una bolla? Il 95% di quello che conosciamo oggi non esisterà più? Poco male: proprio come per la nascita e l’esplosione di Internet, ci lasceremo dietro una lunga scia di cadaveri tecnologici, che però avranno svolto il loro compito di competitor, di chi indicando la strada sbagliato ha contribuito anche a trovare quella giusta.

Non è soltanto una questione di prezzo

In aggiunta, chi vi scrive non ritiene che si possa attaccare la speculazione – nel senso di acquisti e vendite per l’unico scopo di trarne guadagno – come segnale dell’inutilità di Bitcoin. Delle prime 5 aziende per capitalizzazione al mondo, 3 sono legate a Internet, e due producono hardware che non sarebbe mai diventato così utile senza la diffusione di Internet.

Fanno registrare volumi impressionanti in borsa, ma nessuno si sognerebbe di contestare l’utilità offerta alla propria clientela da Microsoft, da Apple, da Amazon o da Meta. Questo per quanto siano i titoli più trafficati da chi specula in borsa.

Non è una questione di prezzi, dato che qualcuno potrebbe pensare che a farci ringalluzzire siano stati i nuovi massimi di Bitcoin. Eravamo a difendere Bitcoin quando era tornato a 15.000$ e saremo a difenderne l’utilità se dovesse mai tornarci.

Bitcoin vuole fare al denaro quello che internet ha fatto allo scambio di informazioni, di opinioni libere, di merci e di servizi. Vuole rendere lo scambio di denaro libero, ove possibile senza intermediari, senza che nessuno debba chiedere il permesso ad altri.

È pericoloso? A Internet si contestava lo stesso: cosa ne sarebbe stato del mondo senza il filtro della difficoltà di produrre carta stampata? Cosa ne sarebbe stato del pianeta quando chiunque avrebbe potuto dire la sua, senza troppi filtri?

A meno di non voler tornare indietro di 50 anni, o forse di 100 dritti nel secolo più buio della vita associata e della vita civile, chi vi scrive non chiede a nessuno di abbracciare entusiasticamente e senza remore Bitcoin. Chiede soltanto che gli venga concesso, da parte di chi aveva avuto sensibilità corrette nei confronti di internet, il beneficio del dubbio.

Siamo sicuri di non aver bisogno di un denaro libero?

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la mamma di Antonio
la mamma di Antonio
20 giorni fa

la vera verità è che molte persone, la maggior parte a dire il vero, quando invecchiano – così non è carino…. “quando vanno avanti con gli anni” – perdono la capacità e la voglia di osservare il mondo. Il mondo va avanti, e cambia un po’ ogni giorno. E’ per stanchezza, è per pigrizia, è per egocentrismo, è per paura… dipende dalla persona. Noi stessi quando passiamo da un sistema ad uno nuovo facciamo sempre più fatica, che sia un client di posta, un sistema di messaggistica o un’app qualsiasi.
Il signore in questione -supponendo sia in buona fede, perchè come tutti potrebbe anche non esserlo – non ha voluto o più semplicemente non è riuscito ad informarsi su un fenomeno sostanzialmente nuovo (anche se non nuovissimo), quello appunto delle criptovalute, ma si è limitato a leggere i titoloni dei giornali e fare un 1+1=2 forse un po’ troppo semplicistico.
Atteggiamento comprensibile per mio padre, che nella vita ha fatto il meccanico e quando hanno inventato i Bancomat non li ha usati per 10 anni, sospettoso fino al midollo; un po’ meno comprensibile per una persona che ha dedicato la sua vita a fare informazione.
Ma informarsi costa fatica, e ad una certa età molti preferiscono credersi “arrivati” e pensare di aver capito tutto del mondo. Col risultato poi di fare grossi scivoloni, sia alle cene di famiglia che nelle uscite pubbliche – cosa ahimè ben più grave.

Ma c’è speranza: guardate Klaus, ne sa più lui di cripto, meme coin e mass adoption del ventenne medio di oggi. Se volete un consiglio, quando sentite gli anni passare ricordatevi sempre di essere più Klaus e meno Riccardi!

Stefano
Stefano
20 giorni fa

Condivido pienamente, d’accordissimo, è proprio questo il punto e purtroppo non dimenticatevi che viviamo in una società dove l’età media è piuttosto alta e la gente è ignorante e fa estremamente fatica a comprendere le innovazioni….e in un’epoca dove l’innovazione è sempre più veloce….è una tragedia.

Klaus Marvin
Klaus Marvin
20 giorni fa

Grazie, grazie per i complimenti ma io non sono altro che un ignorantone che da quarant’anni fa quello che sa fare meglio, seguire il mercato e adattarmi ai suoi movimenti e valutare sempre nuove opportunità e per me Bitcoin e le cripto sono un mercato e una nuova opportunità, un mercato diverso da quello azionario ma di cui la finanza tradizionale aveva bisogno e infatti lo ha riconosciuto come nuovo asset. Ovviamente un mercato più ricco che rappresenta un’alternativa al sistema di pagamento classico e che è in continua evoluzione è una macchina che ormai non si può più fermare ma attenzione che ci si può anche far del male. Ormai dopo quarant’anni ho investimenti in quasi tutti i settori e sono tutti in attivo ma ciò che mi guida è la passione. Investo per passione non per soldi ma ho sempre creato soldi per cui qualunque cosa facciate fatelo con passione altrimenti non funziona, in qualsiasi settore, dagli investimenti allo sport e anche per la vostra professione. State bene e investite bene.