Per tredici giorni consecutivi di scambi il più grande ETF Bitcoin negli USA, quello di BlackRock, ha accumulato inflow. Capitali in ingresso, che vogliono dire una domanda che è più forte dell’offerta di titoli e che può essere facilmente conteggiata proprio per il particolare meccanismo degli ETF.
È un segnale molto forte: da BlackRock passano infatti non solo investitori retail, ma anche investitori istituzionali che potrebbero – proprio in un momento di massima confusione per i mercati tradizionali – aver trovato in Bitcoin un asset molto apprezzabile.
I numeri sono anche per la giornata di ieri, 1° maggio, molto interessanti. Parliamo infatti di inflow solo per BlackRock di 351 milioni di dollari, che sono la quasi totalità degli inflow complessivi, che sono a 422 milioni di dollari. Un grande segnale, che cercheremo di interpretare in questo nostro approfondimento.
BlackRock vince la partita Bitcoin
Nonostante sulla stampa italiana si parli, senza alcuna cognizione di causa, di un dietrofront di Larry Fink – CEO di BlackRock – su Bitcoin, le cose vanno parecchio diversamente. E vanno diversamente da come le sognano i nemici di Bitcoin, i pettegoli della finanza tradizionale e chi ancora non riesce a capire la natura di questo asset.
Gestore | Inflow 1° Maggio |
BlackRock iShares | 351 milioni di dollari |
Fidelity | 29 milioni di dollari |
Grayscale GBTC | 16 milioni di dollari |
Grayscale BTC | 41 milioni di dollari |
Bitwise | 38 milioni di dollari |
VanEck | 21 milioni di dollari |
ARK | -87 milioni di dollari |
Nella sola giornata di ieri BlackRock ha accumulato altri 351 milioni di dollari in $BTC. Non sono acquisti diretti, dato che si tratta di un ETF e dunque di domanda da parte dei clienti del gruppo. Ma è comunque un altro passo avanti, il 13esimo consecutivo, segno che Bitcoin sta vivendo un momento di straordinaria forza.
Un momento di straordinaria forza che arriva in una fase di mercato complicata per l’azionario – agitato da accordi che prima ci sono, poi no, poi ci sono di nuovo e poi vengono rimandati.
Un momento di staordinaria forza che arriva anche in una fase di dati macro sconvolgenti e preoccupanti, a partire da quelli sul PIL USA.
Bitcoin sembra infischiarsene: nel suo nuovo stato (a metà asset di rischio, a metà invece riserva di valore), sembra che gli smart money stiano viaggiando a ritmo sostenuto verso uno dei pochi porti interessanti per il futuro e sicuri per il presente.
Il segnale
Tredici giorni consecutivi di inflow da parte di un intermediario di queste proposizioni e di questa rilevanza sono certamente un segnale.
Bitcoin sta dimostrando al mondo intero una forza e un’attrattiva che in pochi sarebbero stati in grado soltanto di immaginare fino a qualche settimana fa.
E questo nonostante i mercati siano in balia di unni legislativi e politici che non sembrerebbero avere alcun riguardo per gli andamenti di borsa.
Poco male: è per noi il vantaggio di avere in tasca un asset che non viene manipolato dalle banche centrali e che ha una vita basata non sul capriccio politico, ma sulla matematica.