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Zarate e la blockchain
Zarate durante un'intervista sulla tecnologia blockchain.

Zarate e la guerra fredda della tecnologia blockchain

Zarate e la blockchain
Zarate durante un’intervista sulla tecnologia blockchain.

L’uomo,  che ha contribuito a inventare gli embarghi finanziari che tagliano i fondi del terrorismo dopo l’11 settembre, è preoccupato che le criptovalute possano essere utilizzate per indebolire le sue creazioni.

Juan Zarate è ampiamente conosciuto per aver contribuito a creare strumenti di sanzioni e strumenti finanziari che hanno messo sotto pressione i nemici dello stato. Mentre la tecnologia blockchain sta rompendo i confini e potenziando il cosiddetto “non bancabile”,  Zarate si preoccupa che potrebbe anche essere usata per fini illeciti.

Egli ha dichiarato:

Ci sono attori malvagi là fuori, inclusi attori statali, come la Corea del Nord e l’Iran, che stanno cercando di utilizzare le valute digitali e le tecnologie correlate per aggirare l’attuale ordine globale che limita il loro accesso al capitale. Queste capacità e tecnologie potrebbero anche essere un modo, per loro, di provare a minare i sistemi commerciali finanziari globali. “

Per essere chiari, Zarate sostiene l’idea che la tecnologia blockchain e le criptovalute possano dare “maggiore autonomia” agli individui e potenzialmente aumentare “l’attività commerciale”. Egli è infatti stato uno dei suoi primi sostenitori, essendo stato consulente dell’Exchange di criptovalute Coinbase negli Stati Uniti.

Tuttavia è evidente che ci sia bisogno di maggiore trasparenza su come anche i governi potrebbero usare la blockchain a causa della natura geo-politica del sistema monetario.

La chiave per il successo degli strumenti creati da Zarate, ad esempio, era lo status del dollaro USA come valuta di riserva globale de facto. Creando modi per tagliare strategicamente l’accesso al dollaro da parte di una nazione, egli è stato in grado di limitare in modo efficace la propria capacità di condurre una guerra o comunque indebolire gli interessi degli Stati Uniti.

Nel suo libro del 2013 “Treasury’s War: The Unleashing of a New Era of Financial Warfare“, ha scritto un resoconto dettagliato di questi strumenti, mettendo anche in allerta su possibili “guerre finanziarie in arrivo”. Gli stessi strumenti che ha aiutato a creare, potrebbero essere infatti usati contro il suo stesso paese. Anche se si identifica come un sostenitore della tecnologia blockchain, ha delineato più esempi di come gli attori statali la stiano già sperimentando per usi illeciti.

Evasione di sanzioni

Ad oggi, la più grande e reale minaccia della tecnologia blockchain è la sua capacità di aiutare gli stati nazionali a eludere le sanzioni.

Una startup svedese ha ottenuto una licenza commerciale per costruire un’infrastruttura esplicitamente progettata per aiutare i paesi a sottrarsi a potenziali sanzioni. L’obiettivo dichiarato era quello di offrire agli investitori la possibilità di sostenere “imprese e individui buoni e operosi” in Iran.

Più di recente, si è scoperto che la Corea del Nord stava accumulando un fondo di Bitcoin per eludere le sanzioni. Più tardi, un funzionario della Corea del Sud ha accusato formalmente la Corea del Nord di aver rubato criptovalute del valore di “miliardi di won”.

Il sollievo temporaneo delle sanzioni iraniane è stato messo in discussione dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che lo scorso mese ha esteso quelle che sono considerate sanzioni severe contro la Corea del Nord.

 

Esplorazione del governo

Poiché gran parte del successo degli strumenti di sanzione di Zarate si basava sull’influenza del dollaro statunitense come standard globale, tutto ciò che mina tale influenza potrebbe minare questi strumenti.

In parole povere, la possibile minaccia è che il valore delle valute sovvenzionate dallo stato potrebbe essere sottratto dalle criptovalute che non sono tecnicamente limitate da alcun confine. Questo minerebbe la capacità dell’emittente di influenzare la politica monetaria.

Il presidente della Federal Reserve Bank di Philadelphia ha affermato che è improbabile che la criptovaluta abbia un impatto su tale capacità. Le banche centrali e i legislatori di tutto il mondo invece, stanno ancora esplorando o cercando di esplorare questa teoria.

È naturalmente possibile che le criptovalute possano essere viste come un modo per aumentare la trasparenza e forse espandere la fiducia della comunità internazionale.

Zarate ha affermato:

Dobbiamo essere molto consapevoli del fatto che ci sono attori nel sistema, sia statali che non statali, che potrebbero essere disposti a distruggerlo. Potrebbero usare le nuove tecnologie per influenzare l’economia degli Stati Uniti e le altre economie e anche per trarne profitto”.

Adozione responsabile

Il messaggio di Zarate è un avvertimento sulle possibili conseguenze impreviste della tecnologia.

I legislatori statunitensi sembrano essere sempre più preoccupati per tale possibile evenienza. Non deve per cui sorprendere che si richieda una maggiore stabilità finanziaria.

Zarate ha concluso dicendo:

Sono incredibilmente ottimista riguardo a queste tecnologie, ma avendo assistito a fallimenti nel passato di regolamentazione e riconoscimento del rischio, voglio essere sicuro che con l’adozione giunga la valutazione di dove risiedano questi rischi. C’è bisogno di maggiore trasparenza, solo così queste tecnologie possono prendere piede.

Info su Matteo Barosso

Copywriter freelance e appassionato di criptovalute; sempre al passo con le novità che arrivano dalle start-up, con un sogno... vivere nella Silicon Valley per vivere i cambiamenti mentre accadono.

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