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Bank of England studia la sua valuta digitale!

La Bank of England, ovvero la banca centrale dell’Inghilterra, ha appena annunciato di aver creato, di concerto con HM Treasury (ovvero il Tesoro di Sua Maestà – un equivalente del ministero delle Finanze italiano) una task force, che sarà impegnata negli studi preliminari e nello sviluppo di una CBDC – ovvero un Central Bank Digital Currency.

Non è il primo di questi progetti su scala mondiale – con la Cina che guida con il suo Yuan digitale già operativo, anche se sarà interessante vederne i dettagli applicativi in un’economia sviluppata, altamente finanziaria e a contatto con il continente europeo.

Sterlina digitale inglese - studio
La banca centrale inglese spinge per un CBDC, ovvero una sterlina digitale

Per il momento si tratterà di una task force esplorativa, che dunque avrà come scopo principale l’analisi dei possibili vantaggi e dei possibili svantaggi che derivano da una tecnologia di questo tipo.

Di cosa si occuperà la task force della Banca d’Inghilterra?

Il comunicato ufficiale della Banca d’Inghilterra parla per il momento di una task force di studio, che avrà tra i suoi compiti principali:

  • L’analisi dei casi d’uso, degli obiettivi, delle opportunità e dei rischi dei una CBDC a livello nazionale;
  • L’individuazione delle caratteristiche fondamentali per un token digitale di questo tipo;
  • Il monitoraggio di progetti simili su scala mondiale, per essere certi che l’Inghilterra rimanga sulla frontiera dello sviluppo tecnologico.

Nel frattempo verrano anche creati due forum, il primo dedicato alle discussioni non strettamente tecnologiche sui CBDC e sulle ripercussioni che queste avranno anche all’interno della società civile. Il secondo invece tecnologico, al quale parteciperanno operatori del settore che potranno così liberamente discutere dell’eventuale implementazione di una sterlina digitale. Vale la pena però di ricordare che non siamo davanti ad un progetto di Finanza Decentralizzata, ma piuttosto ad una forte centralizzazione dell’intero apparato monetario di un paese.

In UE se ne parla da tempo, ma non ci sono sviluppi concreti

Ci sono diversi paesi che sono ad uno stadio di sviluppo per quanto riguarda una valuta completamente digitale molto avanzato. Abbiamo già citato la Cina, ma c’è stato anche il caso delle Bahamas, con il suo Sand Dollar, una delle prime divise nazionali mai create con tecnologie di questo tipo.

In UE se ne parla ciclicamente, soprattutto in contrapposizione a Bitcoin come se le due cose fossero comparabili nell’uso, nella libertà che suddette tecnologie restituiscono all’utente finale e nel funzionamento di base. Se ne parla ciclicamente, abbiamo detto, senza che però ci siano dei passi concreti in avanti, con commissioni di Francoforte che starebbero effettivamente valutando un’opportunità del genere.

No, non è una criptovaluta, ma la negazione dei valori fondamentali delle crypto

Il pubblico dei tecno-entusiasti è particolarmente attento a questo tipo di annunci, come quello della Banca Centrale Inglese. E vi è, in particolare in Italia, una foltissima schiera di sostenitori di questo tipo di soluzioni. Ricordiamo inoltre che Ripple è stata più volte avvicinata a questo tipo di soluzioni, potendo offrire un’infrastruttura solida proprio per l’emissione di valuta da parte anche delle banche centrali, ma in forma cripto-digitale. Ci sono tuttavia delle questioni aperte che non possono essere in alcun modo ignorate:

  • La BCE (o in questo caso la Banca of England avrebbe pienamente controllo degli scambi

E con un solo click potrebbe privare del proprio denaro un qualunque cittadino. Anche se questo di evenienza dovesse essere espressamente proibita dalla legge, secondo i detrattori di questo tipo di sistemi rimarrebbero problemi gravi in termini di tutela delle proprie libertà.

  • L’utilizzo della valuta da parte degli stranieri

I sistemi che abbiamo visto fino ad oggi non sono molto comodi per chi non è residente o cittadino. La Cina dice di essere pronta ad aprire al sistema anche per chi arriverà per le olimpiadi invernali del 2022. Ma le modalità di implementazione sono ancora particolarmente nebulose.

  • Capitolo privacy

Ogni tipo di nostra spesa sarebbe in potenza visibile al legislatore e/o alla banca centrale, anche in assenza di mandato. Qualcuno obietterà che anche oggi Guardia di Finanza e investigatori possono avere accesso a questo tipo di informazioni. Obiettiamo noi che questo avviene soltanto nel caso di sospetto di reati o di evasione fiscale. Mentre con una CBDC questo sarebbe possibile sistematicamente.

Sono questioni importanti, che rendono questo tipo di soluzioni, almeno per il momento, non inclusive e non amiche della privacy. E per gli appassionati delle vere criptovalute, assolutamente da scartare.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

2 commenti

  1. Gianluca non voglio essere volgare 🤣 che se le tengano le loro monete digitali… sempre Statali sono! Ne possono stampare/creare quante ne vogliono, le possono bloccare… ma per favore! W le crypto! W la libertà!

    • Gianluca Grossi

      Francesco buongiorno!
      Con le CBDC avrebbero però un controllo ancora più pervasivo dell’intero sistema monetario. È per questo motivo che ne sono tanto attratti ed è per questo motivo che in Cina sono già realtà.

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